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Avviare applicazioni Java da Nautilus 3

Sul file manager Nautilus 3.10.1 installato su ArchLinux non c'era possibilità di avviare le applicazioni scritte in Java e compresse nel formato Jar. Per aggiungere tale opzione è stato necessario creare il file di testo run-jar.desktop e salvarlo nella cartella /usr/share/applications/. Il contenuto del file è il seguente:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Type=Application
Exec=java -jar %f
Icon=java
Name=Avviatore di Jar
Comment=Avvia le applicazioni Java in archivi Jar

In questo modo, cliccando con il tasto destro del mouse su un qualunque file di tipo Jar, è possibile scegliere l'applicazione "Avviatore di Jar" per avviare l'applicazione contenuta nel file Jar.


Epson Stylus SX130 come scanner su Archlinux

Ho aggiunto il mio utente ai gruppi scanner e lp in modo che siano autorizzati ad utilizzare lo scanner integrato nella stampante.
# gpasswd -a andrea scanner
# gpasswd -a andrea lp
Dopo aver fatto questo, è necessario eseguire il log-out degli utenti per aggiornare i permessi.

Ho installato le applicazioni necessarie a far funzionare lo scanner sane, xsane e libltdl tramite pacman:
# pacman -S sane xsane libltdl
Il backend epkowa è disponibile su AUR compilando ed installato i pacchetti iscan e iscan-data.

Nel file /etc/sane.d/dll.conf sono andato a commentare le righe epson ed epson2 verificando che fosse presente la riga epkowa.

Con il comando:
$ scanimage -L
ottengo come risposta la conferma che lo scanner è stato riconosciuto:
device `epkowa:usb:001:003' is a Epson Stylus NX130/SX130/TX130/ME 340 Series flatbed scanner
A questo punto è possibile avviare X-Sane o l'applicazione installata con iscan-data per poter scansionare tutti i documenti che vogliamo.

Archlinux: rinominare le schede di rete

A volte trovavo le due schede di rete (ethernet e wireless) con i nomi invertiti (eth0 ed eth1). A far ancora più confusione c'è la scheda wireless che può anche essere spenta durante l'avvio del notebook con ArchLinux. Esiste un modo per fissare il nome associato alle schede.

Per prima cosa bisogna recuperare il Mac Address (numero univoco per ogni scheda di rete prodotta nel mondo) con il comando ifconfig. Nel mio caso esce una cosa del genere:

eth0: flags=4163  mtu 1492
        inet 192.168.0.101  netmask 255.255.255.0  broadcast 192.168.0.255
        inet6 fe80::203:dff:fe3b:74ac  prefixlen 64  scopeid 0x20
        ether 00:03:0d:3b:74:ac  txqueuelen 1000  (Ethernet)
        RX packets 52525  bytes 61032399 (58.2 MiB)
        RX errors 0  dropped 0  overruns 0  frame 0
        TX packets 40694  bytes 5468115 (5.2 MiB)
        TX errors 0  dropped 0 overruns 0  carrier 0  collisions 0

eth1: flags=4099  mtu 1500
        ether 00:13:ce:6b:d7:16  txqueuelen 1000  (Ethernet)
        RX packets 0  bytes 0 (0.0 B)
        RX errors 0  dropped 0  overruns 0  frame 0
        TX packets 0  bytes 0 (0.0 B)
        TX errors 0  dropped 0 overruns 0  carrier 0  collisions 0

lo: flags=73  mtu 16436
        inet 127.0.0.1  netmask 255.0.0.0
        inet6 ::1  prefixlen 128  scopeid 0x10
        loop  txqueuelen 0  (Local Loopback)
        RX packets 4  bytes 240 (240.0 B)
        RX errors 0  dropped 0  overruns 0  frame 0
        TX packets 4  bytes 240 (240.0 B)
        TX errors 0  dropped 0 overruns 0  carrier 0  collisions 0

dove il Mac Address è chiamato ether. Attenzione: "lo" non è una scheda di rete fisica quindi non va considerata.

A questo punto bisogna modificare (o creare) il file /etc/udev/rules.d/10-network.rules, inserendo i nomi e i Mac Addresses delle schede di rete trovate con ifconfig. Io ho scritto una cosa del genere:

SUBSYSTEM=="net", ATTRS{address}=="00:03:0d:3b:74:ac", NAME="lan0"
SUBSYSTEM=="net", ATTRS{address}=="00:13:ce:6b:d7:16", NAME="wlan0" 

Per far funzionare bene il sistema, ho dovuto cambiare i nomi assegnati alle schede di rete. In automatico venivano assegnati eth0 e eth1, io ho messo dei nomi diversi (e più riconoscibili) come lan0 e wlan0.

La cartella non può essere aperta

Negli ultimi giorni, Thunar (versione 1.2.3 su ArchLinux) ha mostrato l'errore in figura ogni volta che tentavo di aprire una cartella.


L'applicazione si bloccava (desktop compreso) per un minuto e poi mostrava il messaggio:

Did not receive a reply. Possible causes include: the remote application did not send a reply, the message bus security policy blocked the reply, the reply timeout expired, or the network connection was broken.

Copiando quella frase su Google sono arrivato al bug #775117 di Ubuntu in cui viene indicato che il messaggio è dovuto a Thunar stesso che va in errore di timeout in quanto cerca di montare automaticamente dei dischi di rete che, evidentemente, non sono raggiungibili. Ripensandoci, è possibile che il problema sia venuto fuori dopo che ho trasferito un file dal computer con Windows XP che ho di sotto.

Viene anche indicata una semplice soluzione: è sufficiente aprire il file /usr/share/gvfs/mounts/network.mount modificando la proprietà Automount da true a false.

Ridimensionare immagini con Thunar

Questo script prende in ingresso una lista di file immagine jpeg e la dimensione, in pixel, a cui devono essere ridimensionate. Le immagini ridimensionate vengono poi salvate con il suffisso che indica la dimensione a cui l'immagine è stata ridimensionata. Ho chiamato lo script .resize.sh e l'ho salvato nella mia home. Chiamandolo con
sh .resize.sh 800 image.jpg
il file image.jpg viene ridimensionato alla risoluzione 800x600 e salvato come image_800.jpg.
#!/bin/sh

for file do
  if [ ! -e $file ] 
    then
    continue
  fi
  toname="./"$( echo $file | cut -f1 -d.)"_"$1".jpg"
  convert -geometry $1x$1 -quality 100 "${file}" "${toname}"
done

Va poi aggiunta un'azione personalizzata di Thunar per ogni risoluzione a cui vogliamo ridimensionare le immagini jpeg.
In questo modo, cliccando con il tasto destro su una o più immagini di tipo jpeg appare la voce "Ridimensiona 800".

Crash di Eclipse su ArchLinux

Su ArchLinux con XFCE 4.8, mi è capitato che Eclipse si chiuda immediatamente dopo aver mostrato il pop-up con i suggerimenti per l'autocompletamento del codice o dopo aver fatto un copia/incolla. Avviando l'applicazione da riga di comando ho scoperto il tipo di errore:

# A fatal error has been detected by the Java Runtime Environment:
#
#  SIGSEGV (0xb) at pc=0x61b7fa4c, pid=1865, tid=3076134592
#
# JRE version: 7.0-b147
# Java VM: Java HotSpot(TM) Client VM (21.0-b17 mixed mode linux-x86 )
# Problematic frame:
# C  [UTF-16.so+0xa4c]  gconv+0x35c
#
# Failed to write core dump. Core dumps have been disabled. To enable core dumping, try "ulimit -c unlimited" before starting Java again
#
# An error report file with more information is saved as:
# /home/andrea/hs_err_pid1865.log
#
# If you would like to submit a bug report, please visit:
#   http://bugreport.sun.com/bugreport/crash.jsp
# The crash happened outside the Java Virtual Machine in native code.
# See problematic frame for where to report the bug.
#
/usr/bin/eclipse: line 4:  1865 Annullato               ${ECLIPSE_HOME}/eclipse "$@"

Cercando nel forum inglese di ArchLinux ho scoperto che per risolvere il problema è sufficiente aggiungere in coda al file /usr/share/eclipse/eclipse.ini le seguenti due righe:

-Dorg.eclipse.swt.browser.UseWebKitGTK=true
-Dorg.eclipse.swt.browser.XULRunnerPath==/usr/lib/xulrunner-2.0/

Dropbox - la portabilità e la condivisione dei dati

Ho da poco scoperto questo fantastico e gratuito servizio che permette di condividere i file tra diversi computer e tra diversi utenti.

Dropbox mette a disposizione di ogni utente uno spazio di 2GB sui loro server. L'utente deve solo scaricare l'applicazione nei propri computer per poter iniziare a condividere files fino a 25MB di dimensione.

L'applicazione - che esiste per Linux, per Windows, per MacOSX e per diversi dispositivi mobili - crea sul computer dell'utente la cartella Dropbox che mantiene sincronizzata con la corrispondente cartella sul server.

E' piaciuto subito a mia sorella che lo ha installato sui suoi due notebook (in realtà uno è un orrendo netbook) in modo da poter condividere i documenti tra i due computer che nonostante la loro portabilità per definizione vengono tenuti fermi a casa e al lavoro.
Nell'immagine, due file sono già sincronizzati con il server, tre stanno per esserlo.

Un'ulteriore funzione è rappresentata dalla possibilità di condividere files con utenti terzi che possono raggiungero, previa fornitura link da parte del proprietario, i files contenuti in una determinata cartella.

Una nota finale per chi vuole installare DropBox su ArchLinux: i pacchetti sono presenti sulla rete AUR. Io ho installato senza problemi dropbox-0.7.110-2 e nautilus-dropbox-0.6.6-1 per l'integrazione con il file manager di Gnome.

PDFsam - maneggiare i pdf con facilità

Poche settimana fa ho scoperto PDFsam (il nome completo è PDF split and merge) un'applicazione gratuita ed open-source, scritta in Java e dunque multipiattaforma, per maneggiare i pdf.  In più è sviluppata da un programmatore italiano.

Permette di estrarre singole pagine del documento, di cambiare il loro ordine, di ruotarle e di inserirne delle nuove; e queste sono solo le funzioni che ho utilizzato io, in realtà ne ha molte di più. Sicuramente da provare.

OpenShot Video Editor

L'ultima settimana di ferie è stata abbastanza scarsa di risultati a causa del fallimento di ogni tentativo di utilizzo di Pinnacle Studio 10, un'applicazione (pure abbastanza famosa) per montare video partendo da spezzoni di altri video o da collezioni di foto accompagnate da foto. Mai visto un programma più bacato e più esoso di risorse*. L'obiettivo consisteva nel creare un filmato di 40 minuti mettendo insieme le foto del safari in Namibia svolto da mia zia. Una tragedia: tre giorni per posizionare musica e foto; poi dopo quattro ore di elaborazione quello schifo di programma si rifiuta di creare il DVD! Al momento sono solo riuscito a creare un file AVI grande più di 8GB e dunque non trasportabile.

Pochi giorni dopo ho dovuto fare la stessa operazione con i filmati girati durante le manifestazioni trattoristiche a cui ho partecipato. Dopo aver scartato l'ipotesi Microsoft Movie Maker che richiede Windows e Pitivi che ancora fa poco o nulla, ho trovato OpenShot che si è rivelato subito molto intuitivo, per nulla pesante ed impassibile ai diversi formati di ingresso. In poco tempo sono riuscito a montare diversi filmati inserendo il titolo di testa e delle didascalie in sovrapposizione ai diversi spezzoni. L'elaborazione del filmato di anteprima è praticamente istantanea e non appesantisce il sistema nonostante la mia scheda Intel i810 che Pinnacle avrebbe sicuramente fuso dopo aver aperto mille pop-up di diffida all'utilizzo della scheda grafica.

Lo consiglio vivamente a chi ha bisogno di un editor video non lineare da utilizzare su GNU/Linux. Su Archlinux si installa con un semplice
pacman -S openshot


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* in realtà uno l'ho visto: si chiama JMo... ops segreto professionale.

Archlinux anche sul notebook!

Complice il pessimo meteo del weekend pasquale appena passato, il mio notebook ha abbandonato Ubuntu 8.04LTS per abbracciare ArchLinux come già aveva fatto il mio vecchio computer fisso ritrovando, per fortuna, nuova vita.

Ubuntu in quaranta minuti si installa e in un paio d'ore si configura a dovere togliendo tutto quello che non serve (tanto) ed installando quello che manca (poco). Poi è finita lì.

La versione minimale di ArchLinux si installa in pochi minuti. Il resto si installa in alcune ore. Il tutto si configura dopo molte ore. Però, alla fine, che soddisfazione. L'importante è non perdersi d'animo di fronte ai problemi ed avere un altro computer con cui navigare su internet per cercare la soluzione.

Installo la versione minimale e via con lo schermo nero. E' un problema strano dovuto al framebuffer con le schede video Intel... risolvo cercando sul forum italiano di ArchLinux. A parte questo tutto è ok e molto semplice: praticamente sta tutto dentro al file /etc/rc.conf!
Installo il server grafico e la sua configurazione mi porta via alcune ore: il sistema automatico non riconosce la risoluzione del monitor LCD del notebook (fissa e unica a 1280x800).
Installo una versione di Gnome ibrida tra la 2.28 e la 2.30 appena uscita. La configurazione è quella originale impostata dagli sviluppatori di Gnome... probabilmente loro non lo usano. Mancano un sacco di tool per la configurazione che nelle versioni precedenti c'erano e che pian piano fanno sparire: altra dimostrazione che chi sviluppa Gnome non lo usa.

Al di là di qualche inconveniente e/o lacuna tutto funziona a dovere e già, dopo un paio di ore avevo sistema brutto da vedere ma totalmente funzionante. Adesso è quasi tutto ok e sono molto soddisfatto del sistema operativo.

ArchLinux per il mio PC

Ieri sera ho lasciato in sospeso il messaggio senza dichiarare quale distribuzione ho messo nel "nuovo" PC. Ora lo posso dire: ho messo ArchLinux.

Sul PC più lento della casa non è possibile mettere Ubuntu e da un paio di anni non è più possibile mettere nemmeno Xubuntu (l'ultima che installai fu la 6.10, ottobre 2006). Poi sono passato a Zenwalk, una derivata di Slackware che si presentava come distribuzione leggera e facile da usare. La versione 5.2 era ottima e molto più veloce di Xubuntu. Dalla 6.0 in avanti ho avuto solo problemi di configurazione a causa di bachi più o meno irrisolti. La mancanza di una valida comunità italiana di supporto mi ha fatto capire che dovevo guardarmi intorno. Per un giorno ho provato pure Debian Lenny 5.0 sempre con XFCE ma non mi è sembrata molto differente da Xubuntu e Zenwalk.

Poi mi è tornata in mente ArchLinux, una strana distribuzione che avevo già tentato di installare anni prima ma che mi aveva fatto subito desistere in quanto non sapevo come caricare il modulo della scheda ethernet per continuare l'installazione. Sono necessari due PC vicini per installare ArchLinux: uno è quello in cui avviene l'installazione e la configurazione, l'altro è quello con cui raggiungere il forum e il wiki dei portali dedicati ad ArchLinux. Consiglio, qualora si comprenda un po' di inglese, di utilizzare il portale in inglese in quanto risulta più aggiornato.
Sul loro sito dichiarano
ArchLinux: una distribuzione linux semplice e leggera
devo dire che in parte concordo ma il motto può trarre in inganno. L'installazione è semplice se non si hanno problemi di connessione ad internet. Per la configurazione è fondamentale avere accesso ad internet per raggiungere il wiki ma, grazie alla loro politica "keep it simple" sono pochi i file a cui dover mettere mano per configurare il proprio sistema a piacimento. Sulla leggerezza della distribuzione ho i miei dubbi: a parità di servizi e comodità penso che non sia più veloce di altre distribuzioni. La differenza sta nella configurazione iniziale: su Ubuntu è già abilitato tutto e quindi bisogna disabilitare; su ArchLinux non c'è nulla di abilitato e quindi bisogna aggiungerli man mano che ci si accorge di un bisogno.

Alla fine posso dire di aver incontrato difficoltà solo nella configurazione del server grafico Xorg e delle sessioni di XFCE (e qui ho capito che il portale inglese è più aggiornato e chiaro). In una decina d'ore ho configurato tutto il sistema a mio piacimento creando, come al solito un sistema operativo usabile anche da mio babbo.

Qui sotto un paio di screenshot di ArchLinux configurata a dovere:

"Nuovo" PC

Il mio vecchio PC dotato di uno scarsissimo AMD Duron 800MHz (64kB di cache), 512MB di RAM (133MHz) e scheda grafica Matrox G100 in sostituzione della prima NVidia GeForce2 esplosa mi ha stancato e con una spesa nulla è stato sostuito da un PC con Pentium III da 1GHz (256kB di cache), 512MB di RAM (133MHz), disco rigido da 80GB, masterizzatore DVD e scheda grafica integrata Intel 82815 da 32MB. Ho dovuto aggiungere la scheda di rete e rinunciare alla presa del joystick. 256kB di cache si sentono tanto nella prontezza del processore: motivo per evitare gli attuali Sempron e Celeron.
Non è PC di primo pelo ma per quello che devo fare io (stampare e scaricare roba da internet durante la notte) e per quello che deve fare mio babbo (navigare su internet e leggere la posta) va benissimo. Attualmente non ha noie hardware a parte la ventola della CPU rumorosissima nonostante una pulizia e una nuova lubrificazione.

Mezzo disco rigido è stato dedicato al classico Windows XP Home per il piacere della stampante e di mia sorella, mentre l'altra metà è dedicata a Linux per il mio piacere (ormai Windows mi mette a disagio) e per la sicurezza di mio babbo che non è molto esperto della navigazione web e non oso immaginare come potrebbe diventare un eventuale Windows nelle sue mani. Quale Linux? Nel prossimo articolo i dettagli di una travagliata scelta per chi come me si è abituato ad Ubuntu ma che, dopo tre giorni di lavoro, mi ha reso soddisfatto.

Google Chrome per Linux

Pochi minuti fa ho ricevuto una email dallo staff di Google che mi ha annunciato il rilascio di una versione beta di Google Chrome, il browser made in Google tanto (forse troppo) pubblicizzato negli ultimi tempi come ogni cosa riguardante Google.
Un saluto a tutti gli utenti di Linux.

La versione beta di Google Chrome per Linux è pronta! Grazie ai numerosi sviluppatori di Chromium e WebKit che hanno contribuito a rendere Google Chrome un browser stabile e veloce. Alcune statistiche interessanti direttamente dal team di Google Chrome:

60.000 righe di codice compilate per Linux
23 build per sviluppatori
2713 bug corretti per Linux
12 committer esterni e bug editor per la compilazione della base di codice di Google Chrome per Linux; 48 contributori esterni.

Grazie per avere aspettato, ci auguriamo che Google Chrome sia di tuo gradimento.

Il team di Google Chrome
Corro subito a scaricarlo e ad installarlo: è tutto abbastanza comodo grazie ad un pacchetto .deb di 12MegaByte.

Il primo approccio è strano, per la mancanza della barra dei menù tanto cara su Firefox/IceCat e per via dell'aspetto grafico che non si intona col resto della mia Ubuntu. Ho visto che sono già presenti un'enormità di interfacce grafiche personalizzate: vedrò si sceglierne una.

Al momento non mi ha convinto più di tanto, sopratutto a causa dell'odiosa abitudine di WebKit (il motore HTML che sta dietro a Chrome) di modificare a suo piacimento l'aspetto di alcuni elementi HTML (menù a tendina e checkbox su tutti). L'ho odiato in Konqueror, l'ho odiato in Safari e ora lo odio in Chrome.


Nei prossimi giorni continuerò a testarlo per verificare che Chrome mantenga la propria velocità anche dopo giorni e giorni di navigazione e di dati accumulati. Firefox e IceCat non ci riescono.

Linux per il babbo

Beh... forse il titolo giusto sarebbe stato "Linux per vecchi" ma poi dare del vecchio ad un 54-enne potrebbe offendere molte persone.

Mio babbo usa il computer per ricevere la posta elettronica, leggere i documenti allegati, compilare registri delle colture agricole su di un portale internet e qualche volta navigare qua e là (forse ha capito che Google serve per cercare le cose).

Perché Linux?
  • Netta distinzione fra utenti ed amministratore: mio babbo può quindi fare quello che gli pare senza distruggere il sistema. Al massimo può cambiare le impostazioni di Firefox...
  • Resistenza a virus, trojan e a qualunque file .exe scaricabile inconsciamente da internet.
  • Aspetto completamento configurabile: è quindi possibile aumentare a piacimento la leggibilità del desktop.
Perché Zenwalk 6.0?
  • Il computer utilizzato è solo un 800MHz con 512MB di ram. Non potevo usare distribuzioni più esose di risorse. XFCE su una derivata di Slackware mi sembra abbastanza leggera.
  • Mi piace mettere le mani anche su qualcosa di meno sofisticato di Ubuntu. Da quando uso Ubuntu ho perso la mano con i vari file di configurazione. Bello ritornare agli inizi...
Ecco il risultato della customizzazione di Zenwalk:

Prima di tutto ho fissato la risoluzione a 1024x768* nonostante abbia un monitor da 17 pollici. Poi ho aumentato le dimensioni di tutti i font del sistema. Ho aumentato anche le dimensioni delle icone sul desktop e sul bordo delle finestre.

Operazione fondamentale: aumentare l'intervallo temporale e spaziale del famigerato doppio click, incubo per tutti gli utilizzatori di pc non più giovanissimi. Spesso c'è il problema della rapidità del doppio click. Anche quando questo problema venisse superato permane il problema dello spostamento del mouse durante il doppio click che ne vanifica la rapidità...

Dopo aver impostato l'aspetto del desktop e l'usabilità del mouse è fondamentale impostare tutte le associazioni dei file più comuni all'interno di Firefox in modo tale che i file vengano sempre aperti dall'applicazione corretta.

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* giusto segnalare che il configuratore automatico del file xorg.conf aveva fatto solo del casino. Ho dovuto reimpostare tutte le risoluzioni a mano.

Ubuntu dentro Windows: disinstallazione in 3 secondi!

Dopo aver installato e provato Ubuntu 8.04 dentro Windows XP è arrivato il momento di disinstallarlo. Nulla di più facile e veloce!

Due click, tre secondi di attesa ed ecco che Ubuntu è sparito dal disco rigido. Niente paura! Non ho intenzione di abbandonare Ubuntu! Ha passato tutti i miei test e così l'ho sostituito ad Ubuntu 7.10 nella partizione ext3 del mio disco rigido.

Ubuntu 8.04 dentro Windows

Una delle novità più interessanti di Ubuntu 8.04 è senz'altro Wubi che consente di installare Ubuntu come "un'applicazione di Windows" all'interno di un file nella partizione di Windows.

Cerchiamo di capirci meglio: avviamo Windows ed inseriamo all'interno del lettore il CD di Ubuntu da cui apparirà la seguente schermata in cui è possibile scegliere di installare Ubuntu come ogni altra applicazione.

Il procedimento di installazione procede poi con la scelta della partizione di installazione (nel mio caso C:\ o D:\), dello spazio da dedicare ad Ubuntu (da 4GB a 10GB), del nome utente e della lingua.

A questo punto è possibile iniziare la prima fase dell'installazione, ovvero la copia dei file del CD dentro all'hard disk e la modifica al boot loader di Windows per permettere la scelta tra i due sistemi operativi all'avvio del PC. Nel mio PC questa fase è durata 21 minuti.

Dopo aver riavviato la macchina e aver scelto di far partire Ubuntu si passa alla seconda fase di installazione in cui Ubuntu viene installato e configurato a dovere. Nel mio PC questa fase è durata 17 minuti dopo i quali avevo il sistema operativo completamente funzionante.

Interessante la sistemazione delle partizioni all'interno di Ubuntu: la partizione Windows in cui è installato anche Ubuntu viene montata nella cartella /host mentre tutte le altre sono al solito posto dentro la cartella /media.


Wubi è sicuramente una caratteristica interessante che, a mio parere, dovrebbe essere adottata da tutte le distribuzioni interessate a far conoscere il mondo GNU/Linux a nuovi utenti.
Questo sistema permette infatti di saltare una delle più pericolose, oscure e paurose tappe per l'installazione di un sistema operativo: il partizionamento dell'hard disk.
Inoltre, Wubi mi ha permesso di testare Ubuntu 8.04 evitando di avviare Ubuntu Live che per forza maggiore è troppo lento e non può mostrare le reali potenzialità del sistema operativo.

Nei prossimi giorni installerò Ubuntu 8.04 nella partizione della vecchia versione (7.10) e disinstallerò questo Ubuntu come una qualsiasi applicazione.

Zenwalk 5

In attesa che i server di Ubuntu si assestino dopo la marea di accessi che stanno ricevendo a causa dell'uscita della nuova versione, ho (ri)provato Zenwalk (http://www.zenwalk.org/). Si tratta di una distribuzione Linux che utilizza XFCE come ambiente desktop e che è basata su Slackware, quindi niente apt-get...

L'anno scorso avevo provato troppo frettolosamente Zenwalk 4.4 e non mi era piaciuta più di tanto. In questi giorni, grazie al sito http://divilinux.netsons.org/ è rinato il mio interesse verso Zenwalk, in particolare la versione 5.0.

In poco tempo l'ho installata nel mio pc fisso dotato di scarse risorse (CPU AMD Duron 800MHz, Ram 512MB a 100MHz) che richiede una distribuzione leggera, semplice e veloce per sostituire Xubuntu 7.10 che non era mai stata né leggere, né veloce.

In una trentina di minuti il sistema è installato. Il procedimento di installazione è in lingua inglese ma è comunque molto semplice ed intuitivo.

Dopo il primo avvio, per avere una distribuzione su misura e pronta all'uso, mi è bastato installare con Netpkg la localizzazione in italiano di Firefox (alias Iceweasel) e Thunderbird (alias Icedove), installare i driver HP per la stampante sempre con Netpkg, modificare un po' l'aspetto grafico di XFCE per renderlo simile a quello di Xubuntu a cui sono più abituato ed editare il file /etc/fstab in modo che le altre partizioni venissero montate con i permessi di scrittura.

Dopo averla provata per tre giorni posso affermare di essere molto impressionato dalla sue qualità sicuramente tutte superiori a quelle di Xubuntu 7.10. Certo nessuna distribuzione può fare i miracoli con il mio computer, ma questa c'è andata molto vicino!

Per concludere allego gli screenshot del mio desktop e di quello di mio padre a cui ho realizzato una configurazione particolare per chi deve solo andare su internet ad aggiornare il registro delle attività agricole, scaricare la posta e spegnere il pc.


Compilare Amsn&Co. su Ubuntu

Ecco un report sull'installazione di Amsn 0.98b su Ubuntu 7.10 partendo dalla compilazione dei sorgenti.


Preparazione della Linux Box

Per prima cosa è necessario disinstallare il vecchio Amsn e le vecchie librerie Tcl, Tk e Tcl/Tls.
In seconda battuta è necessario scaricare ed installare i pacchetti necessari alla compilazione:
sudo apt-get install build-essential libc6-dev libx11-dev
libxft-dev libpng12-dev libjpeg62-dev
checkinstall


Libreria Tcl 8.5.0

Dal sito http://tcl.sourceforge.net/ è possibile scaricare i sorgenti dell'ultima versione delle librerie Tcl. Scompattare l'archivio della libreria Tcl ed entrare nella cartella unix contenuta all'interno della cartella ottenuta dalla scompattazione.

A questo punto è sufficiente eseguire i tre soliti comandi tipici delle compilazioni e sperare che non ci siano errori:
./configure --prefix=/usr
make
sudo checkinstall
Il comando checkinstall permette di installare il programma come se si trattasse di un archivio di tipo deb; questo significa che potrà comodamente essere disinstallato come un pacchetto di quel tipo.

Ora è necessario uscire dalla cartella unix e copiare la cartella library/msgcat/ all'interno della cartella /usr/lib/tcl8.5 con il comando:
sudo cp -R library/msgcat/ /usr/lib/tcl8.5/


Libreria Tk 8.5.0

Dal sito http://tcl.sourceforge.net/ è possibile scaricare i sorgenti dell'ultima versione delle librerie Tk. Le stesse cose eseguite per la libreria Tcl vanno ripetute per la Tk: scompattare l'archivio, entrare nella cartella unix all'interno della cartella ottenuta dalla scompattazione ed eseguire i tre comandi che, in questo caso, contengono anche la direttiva per utilizzare l'antialiasing dell'interfaccia grafica:
./configure --prefix=/usr --enable-xft
make
sudo checkinstall
E' poi necessario eseguire i comandi
cd /usr/bin
sudo rm wish
sudo ln -s wish8.5 wish
per fare in modo che la nuova libreria installata venga riconosciuta correttamente da Amsn.


Amsn 0.98b

Dal sito http://www.amsn-project.net/ è possibile scaricare i sorgenti della versione di sviluppo di Amsn. Ancora una volta è necessario scompattare l'archivio, entrare nella cartella ottenuta ed eseguire i comandi:
./configure --with-tcl=/usr/lib/ --with-tk=/usr/lib
make
sudo checkinstall


Libreria Tcl/Tls 1.5.0

Dal sito http://tls.sourceforge.net/ è possibile scaricare la libreria Tcl/Tls che consente di eseguire in sicurezza i login su Amsn. L'archivio scaricato va scompattato all'interno della cartella ~/.amsn/plugins/.


Libreria Snack 2.2.10

Questa libreria è necessaria per inviare e ricevere i messaggi vocali su Amsn. Non è possibile installarla dai repositories ufficiali di Ubuntu perché il pacchetto dipende dalla vecchia versione di Tcl. Se conosci un modo per installare comunque il pacchetto fammi un fischio.

Dal sito http://www.speech.kth.se/snack/download.html è necessario scaricare la versione binaria (quindi già compilata per Linux) della libreria Snack. L'archivio va scompattato e la cartella ottenuta va copiata dentro la cartella /usr/lib/.



E questa è l'immagine che conferma la versione 0.98b di Amsn:

Plug-in utili per Nautilus

Recentemente ho installato due pacchetti alla mia Ubuntu per rendere ancora più ricco Nautilus, il file manager di Gnome.

Il primo, nautilus-open-terminal, permette di aprire un terminale nella cartella che si sta esplorando con Nautilus. E' praticamente una copia della funzione già presente da tempo in Konqueror di KDE.

A mio parere è una funzione molto utile e sarei molto felice se esistesse anche la versione per Esplora Risorse di Windows XP. Esiste?




Il secondo, nautilus-image-converter, consente di ridimensionare e ruotare una o più immagini al volo, senza aprire programmi più esosi quali ad esempio The Gimp. E' sufficiente selezionale le immagini da convertire e cliccare con il tasto destro del mouse. Tale pacchetto utilizza imagemagick che deve quindi essere installato nel sistema operativo.




Tutti i pacchetti elencati sono presenti nei repositories ufficiali di Ubuntu da cui possono essere facilmente scaricati ed installati con i metodi tradizionali. E' però necessario riavviare Nautilus perché le nuove voci vengano aggiunte nel menù delle opzioni.