Lavori di carrozzeria

A novembre, in un incontro ravvicinato con la siepe, avevo rotto la mascherina anteriore del Same Minitauro.

Sono riuscito a trovare solo due dei tre pezzi di plastica che si erano piegati e staccati.

Stanco di vedere il trattore con quel foro del cofano e dovendo occupare una mattinata piovosa ho pensato di applicare tre seghe per metallo usurate come rinforzo alle stecche plastiche danneggiate e di ricostruire il pezzo mancante con la colla a caldo da sagomare, una volta raffreddatasi, con il taglierino.

Unico consiglio che mi sento di dare è di riscaldare le seghe con la pistola ad aria calda prima di applicare la colla a caldo.

La costruzione del pezzo mancante va effettuata sciogliendo la colla a caldo in più riprese. Una volta raffreddatasi è possibile eliminare gli eccessi con un buon taglierino. Non ho trovato un modo per rifinire finemente la colla in modo da renderla completamente liscia senza i segni del taglierino: la carta abrasiva pare non funzionare perché il fine materiale che stacca va poi a riattaccarsi immediamente. Il risultato è stato comunque buono.

Alla fine con una spruzzata di vernice acrilica color Arancio Sangue RAL 2002, tutto sommato abbastanza simile al rosso della SAME, ho coperto il grigio della colla. Qui sotto quattro foto scattate durante la lavorazione.


Breve giro a Barcellona

Ad inizio febbraio sono stato due giorni a Barcellona per un intervento di manutenzione sull'elettronica di uno yacht ancorato nel porto della capitale catalana. Tutto è andato meglio del previsto ed il lavoro è terminato a metà pomeriggio del secondo giorno.
La prima sera abbiamo fatto un giro a piedi sulla Rambla alla ricerca di un buon ristorante se non fosse che il freddo pungente ci ha scoraggiati ben presto e ci ha spinti dentro al primo ristorante che dichiarava menù di specialità spagnole per poi scoprire che il personale non aveva proprio l'aspetto tipico delle persone spagnole... assomigliavano molto di più agli indiani con tanto di turbante in testa...

La sera del secondo giorno, visto il tempo che si era liberato impovvisamente siamo andati nella zona della Sagrada Familia che, visto il periodo invernale, era già chiusa al tramonto. Un paio di foto attorno alla chiesa già immersa nel buio e poi abbiamo cenato in un altro ristorante di specialià spagnole ma di gestione orientale. In entrambi i casi abbiamo mangiato bene e molto come aveva già sperimentato anni fa a Zaragoza. Ho tentato di fare qualche foto alla chiesa. I due cellulari low cost che avevo con me hanno provato a fare i miracoli.



Incuriositi e indispettiti dalla chiesa già chiusa al tramonto abbiamo deciso di sfruttare le poche ore prima della partenza del volo di ritorno per tentare nuovamente di entrare alla Sagrada Familia e così la mattina seguente ci siamo presentati in biglietteria all'orario di apertura: nessuna fila per comprare il biglietto e per fare i controlli di sicurezza con tanto di metal detector e perquisizione che manco in aeroporto...

Dall'esterno, anche da fuori, non si percepisce molto dell'opera. Si viene sicuramente colpiti dalla grandezza della costruzione ma probabilmente l'effetto è lo stesso che si prova di fronte a qualunque costruzione moderna enorme (alla fine è fatta di cemento armato come qualunque ponte dell'autostrada).


Il biglietto base costa una follia: 18 € per entrare nella navata della chiesa. Gli optional, che non abbiamo acquistato, costano ancora di più. Il biglietto full optional costa circa 50 €. Devo ammettere che all'inizio ero scettico ma poi, una volta all'interno, si scopre che il biglietto base vale tutti i 18 € che costa. La maestosità della chiesa toglie il fiato, i giochi di luce sulle bianche colonne creati dalla finestre dai vetri colorati lasciano senza parole. Per fortuna che siamo entrati la mattina e non la tarda sera altrimenti non avremmo potuto godere di tutti i giochi di luce. Ed ora le foto dell'interno.





Quando pensare non è il tuo lavoro...


Quando ho provato la Opel Corsa a Gpl ho pensato "è molto bello che l'indicazione del carburante sia unica; è segno di ottima integrazione dell'impianto a Gpl nell'auto...". Peccato che poi quando sono in riserva di Gpl, ma posso percorrere ancora 100km, sul display dell'auto appare l'indicazione "Livello carburante basso". Questa indicazione è impossibile da nascondere e quindi non ho più la possibilità di vedere i chilometri percorsi dall'ultimo rifornimento di Gpl per poter capire con esattezza quanto manca al completato svuotamento del serbatoio.

Quindi, cari ingegneri Opel, la prossima volta non pensate di integrare l'indicazione del livello del Gpl sul cruscotto dell'auto o, se proprio volte farlo, fate in modo che il display sappia che sto solo finendo il Gpl e che non rimarrò a piedi da un momento all'altro perché c'è il serbatoio della benzina. Quindi quel belllissimo avviso bloccante non deve esserlo in quanto dannoso perché blocca tutte le altre funzioni dell'auto (l'indicazione del chiometraggio dall'ultimo pieno).

Ciao Matiz; Benvenuta Corsa

Dopo poco più di 11 anni passati insieme ho deciso di salutare la mia Chevrolet Matiz 800 Smile GPL acquistata nel novembre del 2006. Mi ero affezionato a quell'auto anche perché in 11 anni e 115.000 chilometri non mi ha mai dato un problema a parte un freno a tamburo posteriore consegnato bloccato e mai funzionante. Una macchina dalla manutenzione poco costosa anche perchè estremamente semplice ed affrontabile da chiunque abbia un minimo di manualità con le chiavi da meccanico. Purtroppo la mia Matiz è stata fregata dalla mancanza dell'aria condizionata che l'ha resa inutilizzabile per lunghi spostamenti negli ultimi anni sempre più caldi. Posso dirmi veramente soddisfatto dell'auto Daewoo/Chevrolet e, se fosse stato ancora presente in Italia, mi sarei rivolto a loro per l'acquisto di una nuova auto un poco più grande e con il climatizzatore.

Avevo pensato di rivolgermi sempre al mercato coreano sperando di trovare un prodotto a basso costo come a suo tempo fu per la Chevrolet e così sono andato alla ricerca di una Hyundai i20 a GPL. In questa provincia i concessionari Hyundai vendono anche Opel e così dopo aver provato una i20 ho provato anche la Corsa EcoTech 1400cc 90cv alimentata a GPL. Che dire, me la sono sentita subito mia e non provavo il classico disagio che si sente quando si utilizza qualcosa per la prima volta. Inoltre, non nego di averci guardato, a parità di accessori, l'Opel Corsa nella configurazione BiColor costa meno della Hyundai i20.

Alla fine ho portato a casa l'Opel Corsa BiColor EcoTech con motore1400cc 90cv alimentato a GPL. Il colore bianco mi sembrava troppo scontato e troppo di contrasto con cerchi e tettuccio nero. A disposizione c'erano diverse tonalità di grigio metallizzato. Ho preso quella più chiara. Rispetto la configurazione BiColor base ho fatto mettere il touchscreen che si connette al cellulare tramite l'applicazione Android Auto in modo da avere completa integrazione del cellulare: comandi vocali tramite il sistema "Ok Google", navigatore Google Maps, lettura messaggi di Whatsapp, ecc...

Che dire... sono contento di aver fatto l'acquisto. Speriamo di rimanere soddisfatto il più a lungo possibile.