Analfabeti funzionali

Sono passati circa 15 anni dalla prima pubblicazione su questo blog. Se dovessi dichiarare un solo motivo che mi ha portato alla creazione di questo blog, allora direi puro esibizionismo. Una sorta di esibizionismo buono, non quello che porta le persone a girare nude sotto l'impermeabile. Un esibizionismo che si manisfesta col bisogno di lasciare un segno delle proprie azioni ma possibilmente non un graffito su di un monumento storico. Voleva essere una sorta di elenco scritto delle cose che possiedo e che faccio.

Ad un certo punto ho pensato di aggiungere una spiegazione all'elenco in modo che quanto scritto possa essere utile ai lettori. Uno dei primi articoli scritto sia con lo scopo di mostrare di aver prodotto qualcosa, sia con lo scopo di spiegare ad altre persone come produrlo, è stato "Costruire un fertirrigatore" in cui il costruttore e ideatore era in realtà mio padre ma io avevo almeno messo l'impegno di rendere pubblico e fruibile il processo di realizzazione.

Alcuni giorni fa, l'ultima foto dell'articolo sul fertirragore è finita su un gruppo di Facebook di cui anche io faccio parte. Un utente ha estrapolato (per non dire rubato) la foto dal blog e l'ha pubblicata chiedendo lumi al popolo di Facebook. Avesse chiesto informazioni direttamente a me su questo blog, non avrebbe di certo corso il rischio di ottenere risposte sconfusionate. Gli analfabeti funzionali di Facebook hanno iniziato a sbizzarrirsi con le teorie più strampalate (a proposito, avete notato che da quando sono al governo, nessuno più parla di analfabeti funzionali?).

Sono stato per un po' a guardare e a rispondere a qualche domanda senza dichiararmi come colui che usa il fertirrigatore, colui che ha scattato e pubblicato la foto, colui che ha scritto l'articolo che spiega come funziona l'oggetto.

Analizziamo alcuni messaggi:

Questi sono quelli che preferisco. Dopo alcune decine di messaggi in cui tutto è ormai chiaro, intervengono facendo notare un particolare fondamentale, dando, in maniera sottointesa, del coglione a tutte le persone che sono finora intervenute ma che non hanno notato quel particolare.
Questa persona non pensa di essere nel torto di fronte ad altre decine di persone. Un minimo di dubbio dovrebbe venire, anche solo per applicazione delle leggi della statistica. Per lui non conta nemmeno la statistica. Pensa di essere il genio che ha trovato l'errore e quindi scrive che secondo lui l'acqua circola al contrario.
Messo di fronte alla minchiata che ha appena scritto ecco sbandierare anni di esperienza professionale non documentabili su Facebook. Peccato che questo non fa altro che peggiorare la sua posizione mettendo dei dubbi anche sui risultati della sua presunta professione. Ecco che allora partono gli attacchi ai dettagli (ai millimetri).

Un'altra categoria è rappresentata da quelli che non hannno capito di cosa si tratta (nel caso specifico si pensa si tratti di un tubo ad effetto Venturi che aspira la soluzione fertilizzata) ma vogliono comunque rilevare un errore (che non c'è perché non è un tubo Venturi).

Abbiamo il caso della persona che probabilmente sa come funziona, conosce il sistema, ha visto che è già stato ampiamente spiegato e discusso, ma deve comunque lasciare il segno commentando con una ovvietà. Questa la forma malsana dell'esibizionismo che contraddistigue il web. La volontà di voler scrivere qualcosa, anche inutile. Penso manchi poco al voler incidere il proprio nome su un monumento storico.

Infine abbiamo la persona che non vuole comprendere che il proprio mondo è piccolo e limitato. Non vuole comprendere che le esigenze cambiano da persona a persona, da luogo a luogo, da ortaggio a ortaggio. Non vuole comprendere nonostante gli vengano posti degli esempi pratici.

Questi sono solo alcuni degli interventi che sono seguiti alla foto e che hanno contribuito a sviluppare la discussione senza che la spiegazione di come funziona quel fertirrigatore venisse completamente e chiaramente fuori. Purtroppo i pochi che hanno scritto cose sensate in quanto utilizzatori di sistemi analoghi, sono stati rapidamente surclassati da chi si esprimeva senza nemmeno aver capito cosa fosse rappresentato nella foto.

Io spero che la persona che ha cercato chiarimenti su Facebook, che ha quindi cercato intelligenza su Facebook, sia rimasta veramente delusa.

Libri per bambini

Mofy oggi ci insegna a contare...

Una luna, Due orecchie a cuore

Tre ghiande, Quattro amici (al bar?)

Cinque stelle

Ma non c'era nulla di meglio per il quinto esempio? Proprio cinque stelle? Tre stelle e cinque ghiande non va meglio?

Che belli gli RFID!

Cos'ha di particolare quella cintura della Lumberjack?

Vediamo le sue caratteristiche:
  • E' di pelle;
  • E' di colore nero;
  • E' lunga 110 cm;
  • E' stata acquistata durante i saldi al Globo di Forlì;
  • Fa suonare i rilevatori antitaccheggio alla Coop dell'Esp di Ravenna e all'Iper di Savignano. (Nota Bene: non fa suonare quelli del Globo).
La cassiera della Coop mi ha detto di passare comunque senza che cercassi di capire che cosa stava facendo suonare l'antitaccheggio. Quindi a che serve l'impianto antitaccheggio se poi non effettui i controlli? Serve solo a farmi fare la figura da ladro dei supermercati.

La casseria dell'Iper, un poco più ligia al rispetto delle regole, mi ha fatto togliere il giubbotto senza risolvere il problema. Di mia iniziativa, mi sono poi tolto la cintura (ultimo acquisto fatto, comunque più di un mese fa) ed ecco scoperto cosa fa suonare l'antitaccheggio ai supermercati. Anche qui bella figura da ladro dei supermercati ma almeno ho capito dove sta il problema.

Il problema è nelle foto qui sotto. Un'etichetta con tanto di circuito RFID all'interno del nastro di pelle che tiene la fibbia.


Aratro per scassinatori


Fantasiosa traduzione trovata oggi su internet sotto la foto di un grosso aratro trainato Nardi. Letteralmente un "aratro stirato da furto".

Subito mi è saltata all'occhio la traduzione di scasso (per i non addetti è un sinonimo di aratura profonda) con la parola "burglary" che sta a significare "furto con scasso". Il significato agricolo di scasso si dovrebbe tradurre con "trench". L'aratro da scasso dovrebbe essere un "trench plough".

Navigando su www.wordreference.com alla ricerca di tutti i significati delle singole parole, mi sono soffermato sull'aggettivo "pulled" che non viene normalmente usato col significato di "tirato" o "trainato" anche se il verbo "to pull" significa appunto "tirare": "pulled"  sifgnifica "stirato" o "sfilacciato". L'aggettivo "trainato", nel caso dell'aratro, va invece tradotto con "drawn" o, più correttamente, bisognerebbe descrivere l'aratro come un "wheeled plough" ovvero con un aratro con ruote.

Modifiche all'alimentatore ATX (2)

Mi è capitato fra le mani un altro alimentatore ATX e dato che ora è più veloce cercare su internet ho deciso di studiare meglio l'integrato TL494 cuore di quasi tutti gli ATX. L'obiettivo è di realizzare qualcosa di più flessibile rispetto al primo tentativo di ben 8 anni fa.

La faccio breve: il TL494 ha alcuni ingressi da tenere sott'occhio.
Il pin 1 è generalmente utilizzato come regolazione di tensione: qui va collegato un partitore resistivo che riporta la tensione di uscita all'integrato.
Il pin 2 è il riferimento con cui verrà comparato il pin 1.
Il pin 4 è un ingresso che blocca l'integrato in caso di sovratensioni.
I pin 15 e 16 fanno esattamente la stessa cosa dei pin 1 e 2 ma generalmente sono utilizzati per limitare la corrente di uscite tramite un altro gioco di partitori resitivi.

Per prima cosa isolo il pin 4 dal resto del circuito e lo collego a massa con una resistenza da 2.2kohm. In questo modo dovrei aver annullato ogni sua funzione per evitare di trovare l'alimentatore involontariamente in protezione.


Nell'alimentatore ATX originale, sul pin1 arriva una parte della 5V di uscita che è l'unica tensione stabilizzata. Come l'altra volta, a me interessa stabilizzare l'uscita a 12V e tentare di creare un alimentatore a tensione variabile con un potenziometro di regolazione.
Scollego quindi il pin 1 dal resto del circuito e vado a collegare sul pin due resistenze variabili da 10kohm. Quella verso massa è un trimmer a regolabile con cacciavite. Quella verso l'uscita a 12V è un potenzione con manopola di regolazione. Agendo su quest'ultima dovrà essere possibile regolare la tensione di uscita. Agendo sulla prima si sceglie invece il range tensione dell'uscita. Sono riuscito ad arrivare anche a 30V ma, già sopra ai 20V, ho notato che l'alimentatore va in difficoltà ed inizia ad essere rumoroso a dimostrazione del fatto che stiamo pretendendo troppo da una cosa progettata per 12V. Nella bibliografia a fine articolo viene indicato come modificare il trasformatore per arrivare senza difficoltà a 30V.

Una raccomandazione: prima di fare prove alzando la tensione è necessario eliminare i condensatori elettrolitici dalle uscite a +5V, -5V e -12V in quanto anche quest'ultime aumentaranno la propria tensione e i condensatori esploderanno. Il consensatore dell'uscita a +12V va invece sostituito con uno in grado di sopporate una tensione di 35V. Io mi sono dimentato di sostituire quello nella linea a -12V ed ho sentito una bella botta appena superati i 26V.

L'alimentatore variabile porta con se anche il problema della ventilazione. Originariamente la ventola è alimentata dalla 12V che ora è diventata una tensione variabile da 2.5V a 20V: la ventola non può quindi funzionare in maniera regolare. Per questo motivo è stato necessario recuperare un piccolo trasformatore 220V - 12V da 5W e un ponte di diodi per dare alimentazione costante alla ventola. L'operazione più difficile è stato trovare lo spazio e il modo di fissare il trasformatore alla scatola: nel mio caso ho optato per avvitarlo al coperchio.





L'alimentatore variabile è stato poi completato con un paio di boccole per l'innesto delle banane e dal led verde di segnalazione alimentato (tramite resistenza da 180 ohm) dalla tensione di stand-by sempre presente e sempre stabile a 5V nonostante le mie modifiche agli altri stadi dell'alimentatore.

Bibliografia fondamentale