Pacciamatura fragole 17-18

Quest'anno nessuna modifica alla pacciamatrice. Quelle dell'anno scorso sono sufficienti:
  • abbassamento degli attacchi del sollevatore per sollevare di più l'attrezzo e consentendomi di fare le manovre senza il timore di toccare con l'attrezzo sul nylon appena steso;
  • allungamento dei bracci delle ruote che tengono in tensione il nylon prima della copertura. Avevo il dubbio che a forza di abbassare dischi e aratri, le ruote non spingessero a sufficienza. Ora non ho più il dubbio perché ho steso già due rotoli di nylon senza che sfuggisse da sotto le ruote.
Non facciamo più fragole a casa quindi le foto si riferiscono al nylon steso a casa del mio vicino che invece continua imperterrito a produrre fragole.


Ogni tanto penso un po' alla sicurezza

La lama per tagliare l'erba nelle rive dei fossi è una macchina al quanto pericolosa: lo dimostra il fatto che nessun costruttore le mette più in commercio in Italia (esistono invece costruttori italiani che le vendono solo all'estero). Quella che abbiamo noi era particolarmente pericolosa perché non esistevano protezioni attorno al lama rotate: erba tagliata e polvere venivano lanciati ovunque; per questo motivo sono costretto a procedere senza accelerare troppo il trattore.
Probabilmente era previsto un telo attorno al disco di copertura in quanto sono presenti dei piccoli fori lungo tutta la circonferenza. Non credo ci fosse stata una struttura rigida (tipo tagliaerba a spinta da giardino) perché immagino sarebbe stato troppo facile riempirla di terreno misto erba tagliata. L'unica soluzione che ho visto è una struttura che copre solo parzialmente la circonferenza del disco per permettere di scaricare il materiale tagliato.

Copiando quanto attualmente fatto dai costruttori di dischi rasaerba interfilari ho sagomato una lamiera di protezione attorno a parte del disco di copertura. Realizzato con lamiera spessa tre millimetri e riforzata con una righetta spessa 5 millimetri per cercare, invano, di limitare le vibrazioni. La protezione è stata poi fissata al braccio con una righetta spessa otto millimetri in quanto il disco di copertura è libero di ruotare e nulla può esservi fissato.


Dopo la prima prova in campo sono stato costretto ad allungare di altri 15 centimetri in avanti la protezione. Ora non vengo più raggiunto da erba e polvere anche accelerando più del necessario. Per scrupolo, continuerò comunque ad indossare gli occhiali protettivi durante l'utilizzo di tale attrezzatura per cercare di minimizzare gli effetti dei rischio residuo.

Circuito di ricarica con spia alternatore

Ho ricevuto questo commento all'articolo "Ripristinare impianto elettrico Pasquali":
Come potrei inserire in questo schema una spia di ricarica batteria?
Grazie
Per inserire la spia che indica la mancata ricarica della batteria nel circuito per il Pasquali occorre usare un regolatore Ducati o Saprisa a 6 terminali. Il sesto terminale è indicato dalla lettera "L" (a volte dalla sigla "L.E.") e serve appunto per accendere la spia quando l'alternatore non è in funzione.

Allego lo schema di esempio:


La spia, normalmente di colore giallo prende alimentazione dal terminale 15 (o 15/54) del blocchetto chiave. Il terminale "L" del regolatore assorbe corrente quando l'alternatore non genera corrente e quindi la lampadina si accende. Appena l'alternatore genera corrente, il terminale "L" non assorbe più corrente e la lampada si spegne.

Nuovo look

Dopo anni e anni di colore bianco/verde mi sono deciso a cambiare e passare al bianco/grigio. A metà febbraio mi sono messo a riscrivere lo stile del blog e di tutte le pagine del sito internet (in verità non ho ancora finito).

Tra le varie modifiche ho modificato per sbaglio anche lo script che conteggia le visite. Il risultato si vede:
 

Fresa Sicma CL130

Qualche mese fa ho tentato di raffinare e livellare il terreno sotto le serre dove dovremo andare a seminare i fagiolini.

Per fare ciò abbiamo pensato di rallentare e limitare l'apertura della sponda posteriore della fresa con un paio di molle registrabili esattamente come fanno altri costruttori di frese. L'idea è che la sponda posteriore si comporti un poco come una piccola ruspetta trattenendo un po' di terra per depositarla dove serve. Se la profondità di lavoro della fresa varia leggermente la posizione della sponda sul terreno dovrebbe rimanere invariata grazie al lavoro delle molle.

Ecco un po' d foto della lavorazione e del risultato ottenuto.



Ecco il video realizzato per l'occasione:

Sarà per il prossimo anno

Sono consapevole della "gufata" che ho appena fatto staccando dal trattore la lama da neve a metà febbraio però le temperature si stanno alzando e dubito fortemente che qui nevichi tanto da dover utilizzare la lama appena costruita.

Da questa estate il cofano tondeggiante del convogliatore della trincia giaceva ingombrante ed inutilizzato nel giardino di casa. E' fatto di lamiera spessa tre millimetri e l'ultimo pezzo ha pure spessore doppio. Poche misure tre tagli con la smerigliatrice angolare ed ecco comparire la sagoma concava di una lama larga 150cm. Con un altro po' di taglia e salda sono stati creati la flangia per l'attacco "rapido" al telaio a tre punti utilizzato normalmente con le forche.

Sì, lo so, non è angolabile: per la neve che normalmente fa qui e per le ridotte dimensioni del piazzale da pulire va benissimo anche una lama non angolata.

Per evitare che la lama si pianti a terra e che sposti anche la ghiaia del piazzare ho aggiunto due slitte di appoggio da rimuovere qualora vada utilizzata per spostare terreno.