Illuminazione del giardino

Lo scorso inverno, il primo nella nuova casa, mi sono reso conto che il giardino era completamente buio. Ad esempio, già poco dopo il tramonto era impossibile verificare, da dentro casa, la corretta chiusura del cancello automatico.

Per questo, su consiglio del vicino di casa, ho montato due lampioni in giardino sfruttando i pozzetti e il cavidotto che attualmente porta la corrente elettrica dal contatore Enel a casa e i segnali a cancello e citofono.

Ho fatto un foro sul lato dei pozzetti ed ho inserito due tubi corrugati da 25mm fissati col cemento. Allo zoccolo di cemento ho poi tassellato i lampioni acquistati al Leroy Merlin.

A questo punto rimaneva da stendere 60 metri del costoso cavo 3x1,5 FG16OR16 attraverso i tubi corrugati (diametro 110) stesi sotto al giardino.

Ho eseguito i primi tentativi con la classica sonda che si usa per tirare i cavi nei tubi corrugati all'interno dei muri di casa. Purtroppo la presenza di acqua all'interno del corrugato e l'elevato diametro a disposizione facevano arrotolare la sonda su se stessa dopo pochi metri (ogni tratta è di circa 15 metri).

Cercando idee su internet ho trovato una soluzione per me geniale: utilizzare come sonda un tubo di polietilene per irrigazione o un tubo corrugato da 25mm di quelli che si mettono all'interno dei muri. 

Avendo a disposizione diversi metri di corrugato, vi ho inserito un piccolo tubo rigido per creare una punta e l'ho passato senza troppe difficoltà all'interno del cavidotto sotterraneo. Allo stesso tubo corrugato ho poi collegato il cavo elettrico da inserire nel cavidotto sotterraneo sfilando il tubo corrugato.



 

Fermapersiane e cappotto termico

Come si installa un fermapersiana su un muro con cappotto termico? Bastano 30 secondi su Google per trovare diversi tasselli a taglio termico prodotti dagli stessi produttori dei fermapersiana. I tasselli vanno fissati alla struttura portante della parete (pietra, calcestruzzo, legno) con l'ancorante chimico. Questo è un esempio:


I professionisti di un certo livello che hanno installato le mie nuove persiane, ignorando il principio secondo cui "prima di te ci ha sbattuto la testa un altro", hanno provato a costruire i tasselli partendo dai vitoni in nylon troncati a metà lunghezza in modo da evitare di raggiungere la struttura portante del muro. Secondo il loro modo di vedere deve essere polistirolo del cappotto a trattenere il fermapersiana. Hanno cercato di utilizzare questo tassello troncandolo a 4 centimetri di lunghezza.

Il risultato è mostrato nelle foto seguenti: due fori di 25 millimetri nel cappotto e nessun ferma persiana installato. Appena hanno forzato con l'avvitatore, il polistirolo del cappotto ha ceduto lasciando il buco. I professionisti di un certo livello hanno successivamente provato ad chiudere il buco con dell'ancorante chimico scaduto che nemmeno riusciva ad indurirsi.

A questo punto ho perso la pazienza e li ho cacciati: <<Le improvvisazioni fatele a casa vostra e senza che nessuno stia pagano la vostra professionalità ed esperienza>>.

Io non sono un professionista del settore infissi e non ho nemmeno avuto l'idea di cercare su internet la soluzione proposta dai costruttori di infissi. Con un po' di impegno rispetto i professionisti di un certo livello, ho realizzato una staffa da avvitare al muro al di sotto del cappotto su cui fosse possibile fissare il fermapersiana con un tassello il gomma per garantire un minimo di taglio termico. Più facile guardarlo in foto:


La staffa, zincata a freddo, è avvitata con tre viti inox autofilettanti alla struttura in legno della casa (nella foto la quarta vite è capitata in uno dei fori fatti dai professionisti durante i loro tentativi).
All'interno del foro da 10 mm ho inserito un tassello plastico ad espansione, di quelli che normalmente vanno nel calcestruzzo. Il fermapersiana è poi stato avvitato nel tassello.

In fine, ma non c'è tra le foto, ho chiuso il foro con schiuma poluretanica e con tre millimetri di intonaco.

Fermare la persiana contro la ringhiera

Rimanendo sempre nell'ambito dei professionisti di un certo livello, mi sono imbattuto negli installatori di infissi, nel mio caso particolare di persiane in alluminio.

Purtroppo la casa che ho acquistato era dotata di scuroni di legno che, dopo una decina d'anni, erano da restaurare pesantemente sostituendone alcuni. Essendo cresciuto in una casa con le tapparelle, ho trovato gli scuroni di legno eccessivamente limitanti in termini di regolazione della luminosità delle camere. Non potendo installare le tapparelle, ho scelto le persiane in alluminio con alette regolabili.

Il prodotto e l'installazione mi sono sembrati molto buoni eccetto per le singolarità lasciate incompiute: ha completamente sorvolato il problema di come e dove fissare le persiane che, una volta aperte, non possono raggiungere il muro. Si tratta di tre porte finestre di cui due battono sul porticato e una sulla ringhiera. Al momento ho risolto l'ultimo problema.

Ci tengo a chiarire bene una cosa: l'installatore specificò già in fase di preventivo dove il suo lavoro si sarebbe fermato. Al momento dell'acquisto ero già a conoscenza che l'installazione dei blocchi delle tre persiane "singolari" sarebbe stato escluso.  

Di fonte alla mia richiesta di chiarimenti la proposta dell'installatore è stata di legare la persiana alla ringhiera o di rivolgermi al mio fabbro di fiducia (che sono io).

Il mio fabbro di fiducia ha quindi proposto di creare una staffa per fissare il grillo alla ringhiera. La staffa è avvitata con due viti "a scomparsa" al tenimano della ringhiera mente il grillo è fissato tramite il tassello (in commercio non ho trovato grilli con vite M8 per metallo) che normalmente si infila dentro il calcestruzzo ma che in questo caso è fissato nel tubo metallico.

Due misure al volo con una sagoma di cartone, due pezzi di ferro saldati insieme e una spruzzata di zinco freddo ed ecco come bloccare la persiana alla ringhiera.

Lo zoccolo della cucina

Nella foto qui sotto vi mostro come lo zoccolo della cucina era stato installato dal montatore di un certo livello, nonché titolare, della mia cucina.

Per chi non ne ha mai smontato uno: lo zoccolo è una profilo di alluminio che si aggancia a pressione ai piedi del mobile. Il profilo ad angolo tra di due spezzoni di zoccolo è un altro profilato di alluminio opportunamente tagliato. Le lunghezze dei due elementi devono essere abbastanza precise per consentire ad entrambi i pezzi di agganciarsi ai piedi del mobile ed inserirsi nel pezzo ad angolo. Uno zoccolo non perfettamente agganciato a tutti i piedi cade la prima volta che viene colpito dalla scopa.

Nella foto è evidente che il profilo B non è agganciato ad entrambi i piedi del mobile e sta fuori squadro rispetto la fuga del pavimento. Probabilmente anche lo zoccolo A non è completamente attaccato ai piedi del mobile. Questo è dovuto al profilo A eccessivamente lungo di almeno un centimetro. Come me ne sono accorto? Ho spazzato e lo zoccolo è caduto.

Segnalato il problema al montatore titolare che torna, accorcia il profilo A e rimonta tutto. Fiero del proprio lavoro saluta e se ne va.

Spazzo di nuovo e lo zoccolo A cade. Segnalo di nuovo il problema al montatore? Se non è riuscito a montare lo zoccolo correttamente per ben due volte perché dovrebbe farcela al terzo tentativo? Perché perdere tempo per scrivere una mail, per fissare un appuntamento e per starli a guardare mentre lavorano male?

A questo punto mi ricordo di avere una squadra e una sega per i metalli e decido di accorciare di quattro millimetri lo zoccolo B. Dieci minuti totali per avere lo zoccolo della cucina a prova di scopa.


 

Professionisti di un certo livello

Sto costruendo casa ed ho, inevitabilmente, a che fare con professionisti e maetranze di tutti i tipi: dal parquettista al piastrellista, dall'idraulico al montatore di mobili. Visto che gli orrori delle realizzazioni si stanno moltiplicando, ho pensato di condividerli anche col pubblico oltre che col professionista che li ha realizzati. Per questo ho creato l'etichetta ProfessionistiDiUnCertoLivello con cui raggruppare ciò che sta accadendo in casa e ciò che accadde qualche anno fa a casa dei miei genitori che fu già oggetto di qualche mio articolo.

Dopo aver dichiarato di "montare cucine da 35 anni senza essersi mai imbattuto in un rompicoglioni come me", il professionista mi ha lasciato con la barra led montata in questo modo sotto ai pensili della cucina più amata dagli italiani.


Il montatore con 35 anni di esperienza ha in realtà ottenuto il proprio obiettivo: sfinirmi evitando che gli contesti pure installazioni del genere. Ormai ho deciso di accorciare per conto mio il profilo di alluminio in modo che il tappo rimanga a filo del pensile.