Risposte automatiche

Agosto è il mese delle mail automatiche di risposta che vengono impostate da chi va in ferie. Purtroppo la professionalità non viene sempre tenuta in considerazione.

Ecco le due ricevute oggi:
Sarò furoi uffio il giorno 07/08/2018 per comunicazioni urgenti contattare il numero +39 0...


Thanks for your email. I’ll be out of the office August 07. Should the matter be important, please contact +39 0... in my absence.

Finalmente sono in vacanza!
Avrò accesso alle email sporadicamente.
Se URGENTE potete contattarmi al +39 3...


Finally I'm on holiday!
I will hace access to the email sporadically.
If URGENT you can contact me at +39 3...

Gnick Gnick


Sintomi: Quando avanza si sente "gnick" "gnick".
Diagnosi: Manca olio nella trasmissione che è diventata rugginosa e rumorosa.
Anamnesi: I paraoli sono usurati e non sono mai stati sostituiti.
Cura: Sostituzione paraoli usurati e rabbocco olio 85W140 nelle due scatole della trasmissione.

Il rumore proveniva dalla trasmissione posteriore del Pasquali e coincideva con i giri ruota. Provo a rabboccare olio ma esce praticamente tutto dal paraolio della presa di forza. Quando da un paraolio trafila anche l'olio 85W140 vuol dire che è ora di cambiarlo. Poco male, lo smonto con martello e cacciavite: è un 25-52-10.

A questo punto controllo il livello della trasmissione anteriore. Anche lì è molto basso a causa delle perdite del paraoli sui semiassi all'altezza degli snodi di sterzo. Decido di cambiare anche quelli. Quindi non bastano martello e cacciavite: occorre smontare lo sterzo e i portamozzi. Quattro orette di smartellate sono state sufficienti a smontare il necessario per avere i paraoli liberi di uscire: vanno sfilati i due perni su cui ruota il mozzo e poi insieme al mozzo si sfila tutto il semiasse dal differenziale. I paraoli, ora liberi, sono due 40-56-12.


Costo totale dei tre paraoli: 7 euro.

A questo punto non resta che rimontare tutto avendo cura di rimuovere la ruggine e rabboccare l'olio. Servono 6 litri all'anteriore e 7 litri al posteriore.

 Eccolo rimontato e pronto al lavoro:


Pacciamatura 2018

Ormai non produciamo più fragole quindi le uniche foto del lavoro svolto si riferiscono a quanto fatto dal vicino che imperterrito continua a produrre fragole.
Purtroppo le piogge hanno reso il terreno umido e compatto creandomi non pochi problemi nell'applicazione della pacciamatura. C'è voluto almeno il doppio del tempo ma il risultato si fa comunque apprezzare.


Lavori di carrozzeria

A novembre, in un incontro ravvicinato con la siepe, avevo rotto la mascherina anteriore del Same Minitauro.

Sono riuscito a trovare solo due dei tre pezzi di plastica che si erano piegati e staccati.

Stanco di vedere il trattore con quel foro del cofano e dovendo occupare una mattinata piovosa ho pensato di applicare tre seghe per metallo usurate come rinforzo alle stecche plastiche danneggiate e di ricostruire il pezzo mancante con la colla a caldo da sagomare, una volta raffreddatasi, con il taglierino.

Unico consiglio che mi sento di dare è di riscaldare le seghe con la pistola ad aria calda prima di applicare la colla a caldo.

La costruzione del pezzo mancante va effettuata sciogliendo la colla a caldo in più riprese. Una volta raffreddatasi è possibile eliminare gli eccessi con un buon taglierino. Non ho trovato un modo per rifinire finemente la colla in modo da renderla completamente liscia senza i segni del taglierino: la carta abrasiva pare non funzionare perché il fine materiale che stacca va poi a riattaccarsi immediamente. Il risultato è stato comunque buono.

Alla fine con una spruzzata di vernice acrilica color Arancio Sangue RAL 2002, tutto sommato abbastanza simile al rosso della SAME, ho coperto il grigio della colla. Qui sotto quattro foto scattate durante la lavorazione.


Breve giro a Barcellona

Ad inizio febbraio sono stato due giorni a Barcellona per un intervento di manutenzione sull'elettronica di uno yacht ancorato nel porto della capitale catalana. Tutto è andato meglio del previsto ed il lavoro è terminato a metà pomeriggio del secondo giorno.
La prima sera abbiamo fatto un giro a piedi sulla Rambla alla ricerca di un buon ristorante se non fosse che il freddo pungente ci ha scoraggiati ben presto e ci ha spinti dentro al primo ristorante che dichiarava menù di specialità spagnole per poi scoprire che il personale non aveva proprio l'aspetto tipico delle persone spagnole... assomigliavano molto di più agli indiani con tanto di turbante in testa...

La sera del secondo giorno, visto il tempo che si era liberato impovvisamente siamo andati nella zona della Sagrada Familia che, visto il periodo invernale, era già chiusa al tramonto. Un paio di foto attorno alla chiesa già immersa nel buio e poi abbiamo cenato in un altro ristorante di specialià spagnole ma di gestione orientale. In entrambi i casi abbiamo mangiato bene e molto come aveva già sperimentato anni fa a Zaragoza. Ho tentato di fare qualche foto alla chiesa. I due cellulari low cost che avevo con me hanno provato a fare i miracoli.



Incuriositi e indispettiti dalla chiesa già chiusa al tramonto abbiamo deciso di sfruttare le poche ore prima della partenza del volo di ritorno per tentare nuovamente di entrare alla Sagrada Familia e così la mattina seguente ci siamo presentati in biglietteria all'orario di apertura: nessuna fila per comprare il biglietto e per fare i controlli di sicurezza con tanto di metal detector e perquisizione che manco in aeroporto...

Dall'esterno, anche da fuori, non si percepisce molto dell'opera. Si viene sicuramente colpiti dalla grandezza della costruzione ma probabilmente l'effetto è lo stesso che si prova di fronte a qualunque costruzione moderna enorme (alla fine è fatta di cemento armato come qualunque ponte dell'autostrada).


Il biglietto base costa una follia: 18 € per entrare nella navata della chiesa. Gli optional, che non abbiamo acquistato, costano ancora di più. Il biglietto full optional costa circa 50 €. Devo ammettere che all'inizio ero scettico ma poi, una volta all'interno, si scopre che il biglietto base vale tutti i 18 € che costa. La maestosità della chiesa toglie il fiato, i giochi di luce sulle bianche colonne creati dalla finestre dai vetri colorati lasciano senza parole. Per fortuna che siamo entrati la mattina e non la tarda sera altrimenti non avremmo potuto godere di tutti i giochi di luce. Ed ora le foto dell'interno.