Fermapersiane e cappotto termico

Come si installa un fermapersiana su un muro con cappotto termico? Bastano 30 secondi su Google per trovare diversi tasselli a taglio termico prodotti dagli stessi produttori dei fermapersiana. I tasselli vanno fissati alla struttura portante della parete (pietra, calcestruzzo, legno) con l'ancorante chimico. Questo è un esempio:


I professionisti di un certo livello che hanno installato le mie nuove persiane, ignorando il principio secondo cui "prima di te ci ha sbattuto la testa un altro", hanno provato a costruire i tasselli partendo dai vitoni in nylon troncati a metà lunghezza in modo da evitare di raggiungere la struttura portante del muro. Secondo il loro modo di vedere deve essere polistirolo del cappotto a trattenere il fermapersiana. Hanno cercato di utilizzare questo tassello troncandolo a 4 centimetri di lunghezza.

Il risultato è mostrato nelle foto seguenti: due fori di 25 millimetri nel cappotto e nessun ferma persiana installato. Appena hanno forzato con l'avvitatore, il polistirolo del cappotto ha ceduto lasciando il buco. I professionisti di un certo livello hanno successivamente provato ad chiudere il buco con dell'ancorante chimico scaduto che nemmeno riusciva ad indurirsi.

A questo punto ho perso la pazienza e li ho cacciati: <<Le improvvisazioni fatele a casa vostra e senza che nessuno stia pagano la vostra professionalità ed esperienza>>.

Io non sono un professionista del settore infissi e non ho nemmeno avuto l'idea di cercare su internet la soluzione proposta dai costruttori di infissi. Con un po' di impegno rispetto i professionisti di un certo livello, ho realizzato una staffa da avvitare al muro al di sotto del cappotto su cui fosse possibile fissare il fermapersiana con un tassello il gomma per garantire un minimo di taglio termico. Più facile guardarlo in foto:


La staffa, zincata a freddo, è avvitata con tre viti inox autofilettanti alla struttura in legno della casa (nella foto la quarta vite è capitata in uno dei fori fatti dai professionisti durante i loro tentativi).
All'interno del foro da 10 mm ho inserito un tassello plastico ad espansione, di quelli che normalmente vanno nel calcestruzzo. Il fermapersiana è poi stato avvitato nel tassello.

In fine, ma non c'è tra le foto, ho chiuso il foro con schiuma poluretanica e con tre millimetri di intonaco.

Fermare la persiana contro la ringhiera

Rimanendo sempre nell'ambito dei professionisti di un certo livello, mi sono imbattuto negli installatori di infissi, nel mio caso particolare di persiane in alluminio.

Purtroppo la casa che ho acquistato era dotata di scuroni di legno che, dopo una decina d'anni, erano da restaurare pesantemente sostituendone alcuni. Essendo cresciuto in una casa con le tapparelle, ho trovato gli scuroni di legno eccessivamente limitanti in termini di regolazione della luminosità delle camere. Non potendo installare le tapparelle, ho scelto le persiane in alluminio con alette regolabili.

Il prodotto e l'installazione mi sono sembrati molto buoni eccetto per le singolarità lasciate incompiute: ha completamente sorvolato il problema di come e dove fissare le persiane che, una volta aperte, non possono raggiungere il muro. Si tratta di tre porte finestre di cui due battono sul porticato e una sulla ringhiera. Al momento ho risolto l'ultimo problema.

Ci tengo a chiarire bene una cosa: l'installatore specificò già in fase di preventivo dove il suo lavoro si sarebbe fermato. Al momento dell'acquisto ero già a conoscenza che l'installazione dei blocchi delle tre persiane "singolari" sarebbe stato escluso.  

Di fonte alla mia richiesta di chiarimenti la proposta dell'installatore è stata di legare la persiana alla ringhiera o di rivolgermi al mio fabbro di fiducia (che sono io).

Il mio fabbro di fiducia ha quindi proposto di creare una staffa per fissare il grillo alla ringhiera. La staffa è avvitata con due viti "a scomparsa" al tenimano della ringhiera mente il grillo è fissato tramite il tassello (in commercio non ho trovato grilli con vite M8 per metallo) che normalmente si infila dentro il calcestruzzo ma che in questo caso è fissato nel tubo metallico.

Due misure al volo con una sagoma di cartone, due pezzi di ferro saldati insieme e una spruzzata di zinco freddo ed ecco come bloccare la persiana alla ringhiera.

Lo zoccolo della cucina

Nella foto qui sotto vi mostro come lo zoccolo della cucina era stato installato dal montatore di un certo livello, nonché titolare, della mia cucina.

Per chi non ne ha mai smontato uno: lo zoccolo è una profilo di alluminio che si aggancia a pressione ai piedi del mobile. Il profilo ad angolo tra di due spezzoni di zoccolo è un altro profilato di alluminio opportunamente tagliato. Le lunghezze dei due elementi devono essere abbastanza precise per consentire ad entrambi i pezzi di agganciarsi ai piedi del mobile ed inserirsi nel pezzo ad angolo. Uno zoccolo non perfettamente agganciato a tutti i piedi cade la prima volta che viene colpito dalla scopa.

Nella foto è evidente che il profilo B non è agganciato ad entrambi i piedi del mobile e sta fuori squadro rispetto la fuga del pavimento. Probabilmente anche lo zoccolo A non è completamente attaccato ai piedi del mobile. Questo è dovuto al profilo A eccessivamente lungo di almeno un centimetro. Come me ne sono accorto? Ho spazzato e lo zoccolo è caduto.

Segnalato il problema al montatore titolare che torna, accorcia il profilo A e rimonta tutto. Fiero del proprio lavoro saluta e se ne va.

Spazzo di nuovo e lo zoccolo A cade. Segnalo di nuovo il problema al montatore? Se non è riuscito a montare lo zoccolo correttamente per ben due volte perché dovrebbe farcela al terzo tentativo? Perché perdere tempo per scrivere una mail, per fissare un appuntamento e per starli a guardare mentre lavorano male?

A questo punto mi ricordo di avere una squadra e una sega per i metalli e decido di accorciare di quattro millimetri lo zoccolo B. Dieci minuti totali per avere lo zoccolo della cucina a prova di scopa.


 

Professionisti di un certo livello

Sto costruendo casa ed ho, inevitabilmente, a che fare con professionisti e maetranze di tutti i tipi: dal parquettista al piastrellista, dall'idraulico al montatore di mobili. Visto che gli orrori delle realizzazioni si stanno moltiplicando, ho pensato di condividerli anche col pubblico oltre che col professionista che li ha realizzati. Per questo ho creato l'etichetta ProfessionistiDiUnCertoLivello con cui raggruppare ciò che sta accadendo in casa e ciò che accadde qualche anno fa a casa dei miei genitori che fu già oggetto di qualche mio articolo.

Dopo aver dichiarato di "montare cucine da 35 anni senza essersi mai imbattuto in un rompicoglioni come me", il professionista mi ha lasciato con la barra led montata in questo modo sotto ai pensili della cucina più amata dagli italiani.


Il montatore con 35 anni di esperienza ha in realtà ottenuto il proprio obiettivo: sfinirmi evitando che gli contesti pure installazioni del genere. Ormai ho deciso di accorciare per conto mio il profilo di alluminio in modo che il tappo rimanga a filo del pensile.

La mia prima casa: l'agenzia (3)

Vinta l'asta immobiliare, scatta la fase burocratica che in un paio di mesetti termina con la consegna delle chiavi. In realtà occorre solo fare il bonifico in banca e compilare un documento di richiesta agevolazioni fiscali per dire al giudice, sotto la propria responsabilità, quali tasse pagare durante la fase di acquisto della casa.

Il contratto di assistenza all'asta stipulato con l'agente Matteo parla chiaro: "il contratto termina alla consegna delle chiavi dell'immobile". Per questo mi aspetto l'aiuto dell'agente Matteo nel compilare la richiesta di agevolazioni.

La richiesta è un documento in formato Word che mi ha inviato l'avvocato incaricato della vendita dell'immobile. Si tratta di un modello che contiene tutte le possibili agevolazioni fiscali e che va quindi tagliato e modellato secondo la propria posizione fiscale. Contenendo tutte le possibili "configurazioni" il documento contiene anche paragrafi che si contraddicono tra di loro: ad esempio in un paragrafo si afferma che la vendita avviene senza IVA mentre in quello successivo si afferma che va considerata l'IVA. E' chiaro che uno dei due paragrafi va eliminato ed è per questo che viene inviato in formato Word. Nel mio caso, che ho acquistato la casa insieme alla mia compagna, devo raddoppiare tutta la parte iniziale con gli intestatari della casa: modifica banale con Word ma questo Matteo non lo capisce e quindi stampa due volte la prima pagina indicandoci di compilarla con i nostri dati nonostante la pagina termini con un periodo a metà.

Se immaginiamo che l'agente Matteo viva ancora in un mondo in cui la Olivetti è ancora leader mondiale nelle macchine da scrivere, possiamo in qualche modo scusarlo per la sua ignoranza tecnologica; Non si può dire altrettanto della sua segretaria di quasi venti anni più giovane di me.

Ma proseguiamo nel descrivere le prestazioni dell'agente Matteo. Un paragrafo tratta dell'agevolazione "Prezzo Valore" e lo allego qui sotto:

ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, comma 497 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come modificato da ultimo dall’art. 1, comma 309, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ed in base a quanto disposto con sentenza n. 6/2014 della Corte Costituzionale, ricorrendo i presupposti ivi previsti in quanto si tratta di cessione di immobile ad uso abitativo e relative pertinenze effettuata nei confronti di persona fisica che non agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, in deroga a quanto previsto dall’art. 43 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, che la base imponibile del presente atto ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali sia costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’art. 52, commi 4 e 5, del citato D.P.R. n. 131/1986, valore che, indipendentemente dal prezzo di aggiudicazione, si indica in € ________,__

L'agente Matteo non comprende l'italiano della parte in grassetto ed inserisce, anziché il valore dell'immobile, l'imposta di registro che, per altro, la mia compagna nemmeno deve pagare grazie al decreto Sostegni Bis. Nonostante le mie rimostranze prosegue con la propria cocciutaggine.

A proposito del decreto Sostegni Bis: siamo ad inizio giugno ed il decreto è appena stato firmato dal Presidente della Repubblica. L'agente Matteo alza le mani e per la prima volta dice la verità ammettendo la propria ignoranza: dobbiamo rivolgerci al nostro commercialista di fiducia (come se fosse normale averlo) per capire se la mia compagna può sfruttarne i vantaggi. Nostro commercialista? Il tuo commercialista! Sei tu che mi stai assistendo! Sei tu che incasserai il 3% del valore dell'immobile come paga dell'assistenza!

A questo punto tronco i rapporti con l'agente Matteo pagando la quota che gli spettava e decido di procedere col solo aiuto di Google.

Ho studiato il decreto Sostegni Bis per scoprire che la mia compagna rientra completamente nelle agevolazioni previste ed ho compilato il documento di richiesta agevolazioni fiscali aggiungendo le parti richieste e togliendo le parti non applicabili al mio caso.

Alla fine ho ottenuto le chiavi, ho pagato la giusta quantità di tasse e ho pagato l'agente Matteo con cui ho chiuso ogni rapporto. Ora devo tornare al lavoro quindi termino qui il resoconto. 

La mia prima casa: l'agenzia (2)

A quanto mi dicono, il sistema delle aste giudiziarie si stava già convertendo in modalità telematica e il Covid19 ha contribuito alla sua completa conversione. La presentazione dell'offerta è abbastanza semplice: occorre porta elettronica certificata, firma digitale, uno scanner per documenti e una carta di credito.

Ho presentato l'offerta insieme a un esperto dell'agenzia, probabilmente uno smanettone raccolto dalla strada e amico di qualcuno dell'agenzia. L'esperto ha compilato dei moduli su internet ed è riuscito a sbagliare l'acquisto della marca da bollo elettronica. Niente di complicato: paghi con la carta di credito ed ottieni un codice alfanumerico abbastanza lungo che rappresenta la marca da bollo: è sufficiente fare copia e incolla. Lo smanettone è riuscito a sbagliare! Fortunatamente, grazie alla pazienza dell'avvocato che ha gestito l'asta sono riuscito ad inviare il codice corretto in un secondo momento senza venire escluso o sanzionato.

Il giorno dell'asta è tutto semplicissimo: tramite il browser del pc o del telefonino ci si collega ad una pagina web in cui c'è un unico pulsante che serve per rilanciare di 5000€. Ogni nuova offerta viene immediatamente notificata via SMS. Volendo, si può fare tutto stesi sul divano di casa.

Secondo l'agente Matteo abbiamo invece acquistato l'assistenza all'asta: per questo motivo l'ultima ora prima della fine dell'asta, ci rechiamo presso l'agenzia dove l'agente Matteo avrebbe dovuto prenotare la saletta per garantirci un minimo di riservatezza. Invece si è dimenticato, la saletta è occupata, e così ci sistemiamo nell'angusto ingresso dell'agenzia dove, mentre io rilancio di tre mesi di stipendo alla volta, clienti dell'agenzia entrano ed escono facendosi, inevitabilmente, i fatti miei. In questo ingresso di 16 metri quadrati siamo io, la mia compagna, l'agente Matteo, l'assistente dell'agente Matteo incaricata di premere il bottone di rilancio solo sotto mio ordine, un'altra assistente, altri due agenti dalla massa e dalla sudorazione estramamente importante, un paio di clienti.

Ad un certo punto mi sfogo: "Qua finisce che ci prendiamo il Covid19!" ma l'agente Matteo è subito pronto a rassicurarmi: "Tranquillo Andrea, tutti i dipendenti dell'agenzia hanno già preso il Covid19 ad inizio anno. Probabilmente è stato in occasione dell'ultima asta". Tranquillo... anche no.

Alla fine la casa l'ho presa e il Covid19 no. Ora devo tornare al lavoro quindi termino qui il resoconto. Alla prossima puntata delle mirabolanti uscite dell'agente Matteo.