Anche quest'anno aratura autunnale del terreno dove erano coltivate zucchine e fagiolini. Tutto è andato per il meglio senza problemi al mezzo. La terra era ottima e questo mi ha permesso di scendere (inutilmente) oltre i 40 centimetri di profondità.
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Lavori di carrozzeria
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
05 maggio 2018
@
13:13:00
A novembre, in un incontro ravvicinato con la siepe, avevo rotto la mascherina anteriore del Same Minitauro.
Sono riuscito a trovare solo due dei tre pezzi di plastica che si erano piegati e staccati.
Stanco di vedere il trattore con quel foro del cofano e dovendo occupare una mattinata piovosa ho pensato di applicare tre seghe per metallo usurate come rinforzo alle stecche plastiche danneggiate e di ricostruire il pezzo mancante con la colla a caldo da sagomare, una volta raffreddatasi, con il taglierino.
Unico consiglio che mi sento di dare è di riscaldare le seghe con la pistola ad aria calda prima di applicare la colla a caldo.
La costruzione del pezzo mancante va effettuata sciogliendo la colla a caldo in più riprese. Una volta raffreddatasi è possibile eliminare gli eccessi con un buon taglierino. Non ho trovato un modo per rifinire finemente la colla in modo da renderla completamente liscia senza i segni del taglierino: la carta abrasiva pare non funzionare perché il fine materiale che stacca va poi a riattaccarsi immediamente. Il risultato è stato comunque buono.
Alla fine con una spruzzata di vernice acrilica color Arancio Sangue RAL 2002, tutto sommato abbastanza simile al rosso della SAME, ho coperto il grigio della colla. Qui sotto quattro foto scattate durante la lavorazione.
Sono riuscito a trovare solo due dei tre pezzi di plastica che si erano piegati e staccati.
Stanco di vedere il trattore con quel foro del cofano e dovendo occupare una mattinata piovosa ho pensato di applicare tre seghe per metallo usurate come rinforzo alle stecche plastiche danneggiate e di ricostruire il pezzo mancante con la colla a caldo da sagomare, una volta raffreddatasi, con il taglierino.
Unico consiglio che mi sento di dare è di riscaldare le seghe con la pistola ad aria calda prima di applicare la colla a caldo.
La costruzione del pezzo mancante va effettuata sciogliendo la colla a caldo in più riprese. Una volta raffreddatasi è possibile eliminare gli eccessi con un buon taglierino. Non ho trovato un modo per rifinire finemente la colla in modo da renderla completamente liscia senza i segni del taglierino: la carta abrasiva pare non funzionare perché il fine materiale che stacca va poi a riattaccarsi immediamente. Il risultato è stato comunque buono.
Alla fine con una spruzzata di vernice acrilica color Arancio Sangue RAL 2002, tutto sommato abbastanza simile al rosso della SAME, ho coperto il grigio della colla. Qui sotto quattro foto scattate durante la lavorazione.
Cambiare una frizione di sterzo
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
29 ottobre 2016
@
16:49:00
Questo è uno degli articoli che avrei dovuto scrivere più di un anno fa (Maggio 2015) ma che solo ora ho tempo di scrivere.
Non ero riuscito a completare l'ultima aratura del 2014 con il Minitauro cingolato perché non avevo più trazione al cingolo sinistro: per avanzare dritto con l'arato dovevo continuamente correggere a destra ed era praticamente impossibile sterzare a destra perché il trattore si fermava completamente. Recuperato l'aiuto di un meccanico esperto abbiamo proceduto allo smontaggio della frizione. Di seguito il procedimento passo per passo che mai sarei riuscito a compiere da solo.
Prima chiaramente bisogna svestire il cingolato rimuovendo tutto quello che c'è sopra la frizione da smontare: nel mio caso serbatoio olio idraulico, sedile, parafango e barra di traino. Poi bisogna sollevare il trattore dal lato da smontare. Una persona aziona le frizioni e l'altra fa girare la catena del cingolo per portare la maglia di giunzione sulla corona dentata. A questo punto la catena va aperta sperando di non dover bestemmiare troppo con la mazzetta per sfilare il perno.
Dopo aver spostato la catena (attenzione alle mani, è pesantissima!) e riabbassato il trattore, va sganciato il cingolo dalla balestra anteriore e dal perno centrale aprendo il relativo supporto. Poi va risollevato il trattore quel tanto che basta per liberare la ruota dentata dalle maglie della catena. Ora si può svitare la coscia (chiamata anche chitarra) e portarla via con l'aiuto di un muletto facendo attenzione all'ingrassatore dello spingidisco che va sfilato.
A questo punto rimane in bella vista il pacco frizione da sfilare dopo aver svitato il grosso bullone sull'asse. All'interno del pacco frizione ci sono molle molto potenti: bisogna quindi svitare le otto viti non prima di averlo compresso in una pressa o in un sistema equivalente per non verderselo esplodere in faccia. Sempre con l'aiuto del meccanico abbiamo svitato le otto viti schiacciando il pacco frizione tra il mandrino e il piano del trapano a colonna.
A questo punto i dischi frizione sono liberi. Quelli in materiale di attrito possono essere sostituiti con quelli nuovi e aiutandosi sempre con una pressa si possono riavviare le viti avendo cura di posizionare i dischi nell'ordine giusto e in fase tra di loro altrimenti è poi impossibile inserirli nel tamburo del freno.
Ma alla fine qual'era il problema? Non erano i dischi finiti che, in realtà, erano solo un po' usurati ma comunque, vista l'occasione, da sostituire insieme al nastro del freno. Il problema era la ruggine che aveva bloccato la leva di azionamento dello spingidisco. La leva arruginita non era mai tornata in posizione di riposo e la frizone era rimasta premuta. Lo snodo della leva è un semplice perno in ghisa che ruota su bronzine. Sfilato il perno con molta fatica ho provveduto a rettificarlo manualmente e a rimuovere tutta la ruggine. Ho rimontato poi il tutto con un po' di grasso per rallentare il nuovo processo di ossidazione.
Non ero riuscito a completare l'ultima aratura del 2014 con il Minitauro cingolato perché non avevo più trazione al cingolo sinistro: per avanzare dritto con l'arato dovevo continuamente correggere a destra ed era praticamente impossibile sterzare a destra perché il trattore si fermava completamente. Recuperato l'aiuto di un meccanico esperto abbiamo proceduto allo smontaggio della frizione. Di seguito il procedimento passo per passo che mai sarei riuscito a compiere da solo.
Prima chiaramente bisogna svestire il cingolato rimuovendo tutto quello che c'è sopra la frizione da smontare: nel mio caso serbatoio olio idraulico, sedile, parafango e barra di traino. Poi bisogna sollevare il trattore dal lato da smontare. Una persona aziona le frizioni e l'altra fa girare la catena del cingolo per portare la maglia di giunzione sulla corona dentata. A questo punto la catena va aperta sperando di non dover bestemmiare troppo con la mazzetta per sfilare il perno.
Dopo aver spostato la catena (attenzione alle mani, è pesantissima!) e riabbassato il trattore, va sganciato il cingolo dalla balestra anteriore e dal perno centrale aprendo il relativo supporto. Poi va risollevato il trattore quel tanto che basta per liberare la ruota dentata dalle maglie della catena. Ora si può svitare la coscia (chiamata anche chitarra) e portarla via con l'aiuto di un muletto facendo attenzione all'ingrassatore dello spingidisco che va sfilato.
A questo punto rimane in bella vista il pacco frizione da sfilare dopo aver svitato il grosso bullone sull'asse. All'interno del pacco frizione ci sono molle molto potenti: bisogna quindi svitare le otto viti non prima di averlo compresso in una pressa o in un sistema equivalente per non verderselo esplodere in faccia. Sempre con l'aiuto del meccanico abbiamo svitato le otto viti schiacciando il pacco frizione tra il mandrino e il piano del trapano a colonna.
A questo punto i dischi frizione sono liberi. Quelli in materiale di attrito possono essere sostituiti con quelli nuovi e aiutandosi sempre con una pressa si possono riavviare le viti avendo cura di posizionare i dischi nell'ordine giusto e in fase tra di loro altrimenti è poi impossibile inserirli nel tamburo del freno.
Ma alla fine qual'era il problema? Non erano i dischi finiti che, in realtà, erano solo un po' usurati ma comunque, vista l'occasione, da sostituire insieme al nastro del freno. Il problema era la ruggine che aveva bloccato la leva di azionamento dello spingidisco. La leva arruginita non era mai tornata in posizione di riposo e la frizone era rimasta premuta. Lo snodo della leva è un semplice perno in ghisa che ruota su bronzine. Sfilato il perno con molta fatica ho provveduto a rettificarlo manualmente e a rimuovere tutta la ruggine. Ho rimontato poi il tutto con un po' di grasso per rallentare il nuovo processo di ossidazione.
Aratura sovescio
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
04 luglio 2014
@
21:24:00
Con un po' di ritardo pubblico foto e video dell'aratura eseguita il 25 aprile scorso. 3000m² arati dopo aver fresato il favino da sovescio.
La terra era perfettamente in tempra e questo mi ha consentito di arare alla massima profondità (45cm) e di viaggiare abbastanza spedito. Come si vede nel video ho provato la terza veloce (sesta marcia su otto) con discreti risultati.
Ecco il video:
La terra era perfettamente in tempra e questo mi ha consentito di arare alla massima profondità (45cm) e di viaggiare abbastanza spedito. Come si vede nel video ho provato la terza veloce (sesta marcia su otto) con discreti risultati.
Ecco il video:
Ciao ciao erpice rotante Maschio T
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
04 febbraio 2014
@
22:49:00
Venduto l'erpice rotante Maschio Serie T per 900 euro. Colgo l'occasione per mettere le foto dell'unica prova eseguita ad inizio anno.
Vangatura sotto serra
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
29 dicembre 2013
@
21:38:00
Dopo aver lavorato il terreno a grande profondità con il ripuntatore, ho passato tutto il terreno con la vangatrice in modo da arrieggiare il più possibile il terreno in attesa delle semine primaverili.
Vangatrice Selvatici serie Pesante larga due metri collegata al Same Minitauro 60C che avanzava in prima ridotta a 1500 giri motore al minuto.
Purtroppo le foto non sono eccezionali a causa della scarsa illuminazione e della nebbia. Molto meglio il video caricato su Youtube (è pure in HD).
Vangatrice Selvatici serie Pesante larga due metri collegata al Same Minitauro 60C che avanzava in prima ridotta a 1500 giri motore al minuto.
Purtroppo le foto non sono eccezionali a causa della scarsa illuminazione e della nebbia. Molto meglio il video caricato su Youtube (è pure in HD).
Ripuntatura sotto serra
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
27 dicembre 2013
@
18:42:00
Tre tagli per la lunghezza di ogni serra in modo da far scolare nel fosso più acqua possibile ed asciugare il terreno dall'eccesso di acqua dovuto alle piogge ed alle irrigazioni. Nonostante i 70 centimetri di profondità, il terreno non era particolarmente duro tant'è che il Minitauro riusciva ad avanzare in seconda veloce senza slittamenti e senza accelerare. Purtroppo non era altrettanto facile estrarre la lama dal terreno ed occorreva arretrare di quasi in metro per agevolare l'uscita della lama del ripper.
L'aratura della terra dei cocomeri
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
16 settembre 2011
@
19:36:00
Già durante la fresata per macinare le piante dei cocomeri e le piante infestanti, ormai diventate alberi d'alto fusto, si intuiva che la terra era particolarmente dura: nonostante le zappe nuove la fresa rimbalzava sul terreno.
Mi son bastati due giri con l'aratro per capire quanto sarebbe stato duro arare. Il corpo dell'aratro non sta nel solco e si sposta per andare a cercare, invano, terra più morbida. Allora riduco al massimo la larghezza del solco lavorando sull'inclinazione della bure per cercare di avere l'aratro più stabile possibile.
Il trattore tira anche la quinta marcia ma io no: non posso pensare di correggere continuamente la traiettoria. Metto la quarta e procedo a 1700rpm, appena sopra al regime di coppia massima.
Per stabilizzare ulteriormente il trattore fermo con un perno sulla barra forata la corsa verso sinistra del gancio traino del trattore. Questo consente di scaricare le forze del traino disassato sul perno e tenere più dritto il trattore. Si perde però in maneggevolezza in quanto ora è impossibile correggere le traiettorie verso sinistra: se il trattore scivola verso il solco a destra si può correggere se non dopo aver alzato l'aratro. Bisogna sempre scendere a compromessi...
Rimane solo il problema delle grosse zolle che ogni tanto ricadono dentro al solco che alzano l'aratro visto che la ruota dentro solco non riesce a tagliarle e nemmeno a schiacciarle.
Ecco un po' di foto della giornata:
Questo è il video caricato su Youtube:
Mi son bastati due giri con l'aratro per capire quanto sarebbe stato duro arare. Il corpo dell'aratro non sta nel solco e si sposta per andare a cercare, invano, terra più morbida. Allora riduco al massimo la larghezza del solco lavorando sull'inclinazione della bure per cercare di avere l'aratro più stabile possibile.
Il trattore tira anche la quinta marcia ma io no: non posso pensare di correggere continuamente la traiettoria. Metto la quarta e procedo a 1700rpm, appena sopra al regime di coppia massima.
Per stabilizzare ulteriormente il trattore fermo con un perno sulla barra forata la corsa verso sinistra del gancio traino del trattore. Questo consente di scaricare le forze del traino disassato sul perno e tenere più dritto il trattore. Si perde però in maneggevolezza in quanto ora è impossibile correggere le traiettorie verso sinistra: se il trattore scivola verso il solco a destra si può correggere se non dopo aver alzato l'aratro. Bisogna sempre scendere a compromessi...
Rimane solo il problema delle grosse zolle che ogni tanto ricadono dentro al solco che alzano l'aratro visto che la ruota dentro solco non riesce a tagliarle e nemmeno a schiacciarle.
Ecco un po' di foto della giornata:
Questo è il video caricato su Youtube:
Estirpatore: ora funziona!
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
27 giugno 2010
@
20:54:00
Il problema principale era costituito dalla regolazione della profondità di lavoro visto che l'attrezzo, per come è fatto, tende a piantarsi totalmente a terra fino a fermare il trattore. Il controllo dello sforzo non è presente in tutti i sollevatori e dove è implementato non funziona bene in quanto, a mio parere, ha senso solo se abbinato al controllo della posizione. E' impossibile controllare la profondità col controllo di posizione a causa del beccheggio del cingolato e della lunghezza dell'attrezzo. Per questi motivi, il primo tentativo di regolazione della profondità consisteva nell'applicazione delle slitte della vangatrice ai lati dell'estirpatore: peccato che le slitte perdono efficacia nel terreno non compatto.
L'attrezzo era diventato troppo lungo e il cingolato non riusciva a sollevarlo. Per questo abbiamo pensato di spostare in avanti (almeno 40cm) tutte le ancore variando il disegno di quelle anteriori nella speranza, ancora da confermare, che non blocchino la terra umida. Quest'ultima modifica ha chiesto anche lo spostamento in avanti (20cm) dell'attacco a tre punti.
La lunghezza degli spuntoni del rullo si è poi rivelata insufficiente: il rullo carico di terra e di peso smette di girare piantandosi a terra. Gli spuntoni del rullo devono essere lunghi almeno quanto la profondità di lavoro perché devono premere sulla terra non lavorata per far girare il rullo stesso. E' stato quindi necessario allungare ogni spuntone di 12cm.
Qui sotto un paio di foto dell'estirpatore in cui è possibile notare anche il terreno dopo essere stato lavorato dall'attrezzo.
Durante le prove ho realizzato un breve filmato in cui si vede il Minitauro60C trainare l'estirpatore.
Aratura autunnale
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
24 ottobre 2008
@
20:54:00
Per fortuna il tempo ha retto e così siamo riusciti a lavorare il terreno delle zucchine a pieno campo e dei pomodori in serra (ovviamente abbiamo smontato le serre prima di arare).
Così, sabato 18 ottobre sveglia alle otto di mattina. colazione e via preparare il Minitauro per l'aratura. L'accordo era di fare un po' di giri per uno, io e mio babbo. Ma dopo i primi giri ha trovato una scusa per non salire più sul trattore.
Tirate le somme ho lavorato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 per poi, una volta sfinito, ho ripassato le leve al mio babbo che ha terminato l'aratura quando ormai era già buio.
Ovviamente non ho perso occasione per farmi filmare ed ovviamente pubblicare il video su youtube.
Come si vede dal video, l'aratro arriva a 40cm di profondità voltando completamente il terreno (e di questo sono molto fiero). Il trattore era in quinta (su otto marce totali) procedendo a poco più di 4km/h.
Così, sabato 18 ottobre sveglia alle otto di mattina. colazione e via preparare il Minitauro per l'aratura. L'accordo era di fare un po' di giri per uno, io e mio babbo. Ma dopo i primi giri ha trovato una scusa per non salire più sul trattore.
Tirate le somme ho lavorato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 per poi, una volta sfinito, ho ripassato le leve al mio babbo che ha terminato l'aratura quando ormai era già buio.
Ovviamente non ho perso occasione per farmi filmare ed ovviamente pubblicare il video su youtube.
Come si vede dal video, l'aratro arriva a 40cm di profondità voltando completamente il terreno (e di questo sono molto fiero). Il trattore era in quinta (su otto marce totali) procedendo a poco più di 4km/h.
Ferie
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
12 agosto 2008
@
15:09:00
Cosa faccio per le ferie di Ferragosto? Vado a Parigi? No! Vado in Corsica? No! Vado a Cattolica su una barca? No!
Mi siedo sul mio cingolato preferito ed inizio ad arare i campi! Ovviamente mi porto anche la macchina fotografica per documentare il tutto con un po' di foto
Mi siedo sul mio cingolato preferito ed inizio ad arare i campi! Ovviamente mi porto anche la macchina fotografica per documentare il tutto con un po' di foto