Mettere a norma un motocoltivatore a benzina

Il Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008 ha tentato di definire, in modo non chiaro, come rendere sicuro il posto di lavoro. In particolare ribadito l'obbligatorietà dei sistemi di antiribaltamento sui trattori e di altri sistemi fondamentali per la sicurezza dell'utente. Gli effetti di questo decreto sono sono stati devastanti: in Emilia Romagna (e per conoscenza in Trentino Alto Adige) sono iniziate le ronde di operatori ASL. Vengono eseguite ispezioni su ogni macchina agricola (compresi motocoltivatori e macchine d'epoca) di ogni azienda agricola (comprese quelle formate dal solo titolare eventualmente in pensione). La prevedibile conseguenza è stato l'appioppamento di multe ad ogni azienda agricola visto che buona parte dei mezzi agricoli non è norma con un decreto legislativo di un anno fa.
Ci si vede quindi costretti ad adeguare tutti i mezzi agricoli a qualche normativa non ben specificata (il decreto legislativo n.81 del 9 aprile 2008 non specifica come devono essere fatte le protezioni) col scopo di evitare le stupide multe dell'ASL.

Mio padre, possedendo un motocoltivatore a benzina degli anni 80, si è visto costretto ad aggiornarlo dal punto di vista della sicurezza cercando di spendere il meno possibile.


Protezione del tubo di scarico

Per proteggere dalle scottature lo sprovveduto che vuole toccare il silenziatore è stato inserito un tubo in acciaio inox che copre completamente il tubo di scappamento.


Protezione della puleggia di avviamento

Poiché l'avviamento è ancora effettuato a strappo, non è possibile coprire in modo fisso la puleggia anteriore. Bisogna costruire un coperchio apribile al momento dell'avviamento a strappo del motore.
Con dei profilati ad "L" è stata realizzata una sorta di scatola che nasconde la puleggia lasciando comunque un minimo di spazio per garantire il passaggio dell'aria del sistema di raffreddamento. Il coperchio creato si appoggia al motore attraverso mezzo silent-block di gomma in modo da ridurre le vibrazioni ed è fissato nella parte bassa del motore sugli appositi fori nel basamento. Il coperchio è mantenuto nelle due posizioni (aperto e chiuso) da una piccola molla. Inutile spiegare troppo, meglio guardare le foto.



Manopola con comando di spegnimento automatico

L'ultimo accessorio per la sicurezza riguarda il sistema di spegnimento del motore in caso il guidatore tolga la mano dal manubrio (è evidente che questo sistema va annullato durante il comune utilizzo del motocoltivatore: il motocoltivatore deve essere guidato anche con una sola mano per non calpestare dove si è appena fresato...).


Alla spaventosa cifra di 17 euro + iva è stato acquistato questo interruttore (altro non è che un interruttore elettrico) da montare sulla manico sinistro del motocoltivatore. All'interruttore va collegato un cavo preso dal sistema di alimentazione delle puntine.
Con la leva rossa alta, l'interruttore è chiuso verso massa, le puntine si disalimentano, la cancella non fa scintilla e il motore si spegne. Con la leva a filo manopola l'interruttore è aperto e il motocoltivatore rimane acceso.
Faccio notare che sistema prevede anche un sistema per bloccare la leva della frizione durante la fase di accensione: per fare questo è necessario modificare la leva della frizione aggiungendo un gancetto che si va ad incastrare nella leva dell'interruttore.

Nella foto è già presente l'ovvio tubicino di camera d'aria da bicicletta avvolto attorno alla manopola che consente di bloccare il sistema di spegnimento dando la possibilità di mantenere acceso il motore anche staccando la mano dal manubrio. Inoltre il sistema è pure molto scomodo per le mano e probabilmente, senza la camera d'aria, causerà infiammazioni del tunnel carpale a chiunque utilizzi il motocoltivatore.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao sono MASSIMILIANO DI VICENZA,
VOLEVO SAPERE DOVE TI SEI RIVOLTO PER ACQUISTARE LA SICUREZZA SUL MANUBRIO,QUELA DA 17 EURO.

CIAO

Andrea ha detto...

In un Agristore della catena di negozi di ricambi agricoli che fa capo alla AMA.

Penso però che qualunque venditore di accessori per macchine agricole ne abbia qualche modello da vendere.

Ho visto addirittura vendere l'intera manopola con tanto di leva della frizione. Praticamente devi tagliare la manopola che c'è e montare quella nuova. Sicuramente più rapido ma molto più costoso.

Anonimo ha detto...

Le "stupide multe dell'ASL, sono aimè finalizzate ad evitare infortuni mortali o gravissimi, come ne succedono tanti...
Forse il Sig. Andrea (che ammiro per il davvero utile contributo pubblicato per la messa in sicurezza di queste macchine), non ha mai assisitito ad un infortunio causato da questo tipo di macchine agricole.

Anonimo ha detto...

Sig. Andrea, grazie dei consigli. Quanti di voi hanno conoscenza degli infortuni mortali di lavoratori, anche pensionati o anziani, o hobbisti del settore agricolo? ne succedono come succedono infortuni invalidanti agli arti, per impigliamenti e ribaltamenti anche dei motocoltivatori. Riflettiamo! Le autovetture di 20 o 15 anni fa, anche se ben tenute e ancora circolanti, non hanno la tecnologia e la sicurezza delle macchine nuove che si possoo comprare oggi (ad esempio non hanno le cinture di sicurezza posteriori?) Riflettete! Forse vale la pena di spendere qke euro per prevenire possibili danni alla salute e comunque fare sempre molta attenzione. Quelli delle ASL lavorano e cercano di far rispettare degli standard minimi di sicurezza, per il bene e la salute di chi lavora, non gliene viene niente in tasca.

Andrea Urbini ha detto...

Non vorrei passasse un'idea sbagliata: non sto discutendo la necessità di limitare gli infortuni sul lavoro; trovo che alcune cose di quelle che vengono fatte in tal senso siano prive di logica.


Permettemi un'osservazione sull'ultimo commento.

Un pensionato non è un lavoratore e dopo una certa età si diventa pensionati in ogni caso.

Mia zia lavora al macello e nella mano in cui non ha il coltello deve portare il guanto di maglia metallica. Giustissimo!
Mia nonna è in pensione. Tutte le domeniche pulisce un pollo ma non è tenuta a portare il guanto di maglia metallica.

Di conseguenza chi non è più un coltivatore diretto ma continua coltivare il suo orto non dovrebbe essere tenuto a rispettare le norme sulla sicurezza del lavoro (non sta lavorando) e parimenti i relativi infortuni non dovrebbero essere conteggiati fra gli infortuni sul lavoro (non sta lavorando).

Le autovetture non sono mezzi di lavoro e quindi non sono tenute ad adeguarsi alle normative sulla sicurezza nel lavoro... però le autovetture aziendali vengono usate solo durante il lavoro... sono quindi mezzi di lavoro! Perché il mio trattore non deve accendersi senza il pedale della frizione premuto mentre la Renault Clio aziendale non ha nessun vincolo sul pedale della frizione?

Posta un commento