Questa è più che altro una comunicazione di servizio nata dalla noia di questi giorni di quarantena. Dubito che qualcuno abbia mai scaricato e utilizzato o voglia utilizzare il mio editor di testo.
E un editor di testo che fa concorrenza al blocco note di Windows. Non ha nulla di più tranne la possibilità di aprire più file contemporaneamente.
Si tratta di un progetto del 2006 a cui ho recentemente messo mano in quanto l'editor di testo mi serve come componente di una applicazione più complessa. Per utilizzarlo come componente ho dovuto aggiungere metodi a qualche classe e ne ho approfittato per modificare lo stile delle icone rendendolo leggermente più moderno. Da qui puoi raggiungere la pagina dedicata al download.
Montare fari supplementari (2)
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
03 aprile 2020
@
18:25:00
Uno degli articoli più letti di questo blog mostra un semplice schema per alimentare dei fari supplementari. E' stato scritto nel 2007 trattando in maniera superficiale il dimensionamento dei cavi e dei fusibili di protezione.
Qualche giorno fa un lettore mi ha chiesto:
Prima di tutto dobbiamo conoscere le correnti in gioco partendo dai dati delle lampadine. Supponiamo di voler montare delle lampadine da 12V e 48W (così vengono i conti tondi).
La corrente [Ampére] di una lampadina si calcola come il rapporto tra la potenza [Watt] e la tensione [Volt]; nel nostro caso: 48W / 12V = 4A.
Supponendo di voler montare quattro fari, la corrente totale del sistema risulta 4A + 4A + 4A + 4A = 16A.
Il circuito di potenza del del relè deve sopportare tale corrente. Quindi occorre scegliere un relè in grado di portare da 16A in su. Chiaramente tutto il relè deve essere costruito per la tensione di 12V. Potremmo fare a meno del relè a condizione di avere un interruttore in grado di portare una ventina di Ampére. Interruttori di questo tipo sono però di grosse dimensioni e quindi potremmo incappare in problemi estetici o logistici. Utilizzando il relè possiamo montare un interruttore di dimensioni molto limitate.
Ora dobbiamo scegliere l'interruttore da montare sul cruscotto. Non deve avere particolari requisiti quindi va bene qualunque cosa.
Occorre decidere dove collegare l'alimentazione dell'interruttore (nel disegno ho segnalato il terminale con un punto interrogativo).
La formula utilizzata per riempire la tabella è:
si capisce che i cavi S2 che collegano i singoli fari al relè devono essere da 1.5 mm² se lunghi 10 metri o da 1.0 mm² se lunghi solo 5 metri.
Il cavo S1, che collega la batteria al relè e su cui circola la corrente di tutti i fari allo stesso momento (20A) deve essere di almeno di 4.0 mm² se lungo al massimo 5 metri.
Attenzione! Un fusibile da 5A non è in grado di proteggere il cavo da 1.0 mm² dichiarato accettabile secondo la tabella analizzata poco sopra. Dobbiamo per forza scegliere un cavo da 1.5 mm² anche qualora la tratta sia inferiore ai 5 metri.
Quindi F2 = 5A e S2 = 1.5 mm².
Analizziamo il tratto di cavo S1 che va dal relè alla batteria e che è protetto dal fusibile F1. Sul cavo circola la somma delle correnti delle singole lampadine: il fusibile deve resistere ad almeno 16A. Abbiamo detto che deve essere di almeno 4.0 mm² il che vuol dire che va protetto da un fusibile di 4.0 mm² * 4 = 16A. Se consideriamo le taglie commericiali dei fusibili automobilistici abbiamo fusibili da 15A (non sufficienti) e da 20A. La scelta cade obbligatoriamente sul fusibile da 20A.
Attenzione! Un fusibile da 20A non è in grado di proteggere un cavo da 4.0 mm². Il cavo che connette la batteria al relè dovrà essere da 6.0 mm².
Quindi F1 = 20A e S1 = 6.0 mm².
Lo scopo del fusibile F1 è quello di proteggere il tratto di cavo che dalla batteria va al relè ipoteticamente dentro al cuscotto del trattore. Il fusibile interviene in caso di cortocuito del cavo S1 verso la massa (il telaio del trattore). Si ha un cortocircuito praticamente solo se l'isolante del cavo si danneggia. Tale fusibile ha senso di esistere solo se viene installato in prossimità della batteria o sulla batteria stessa. Non ha senso se installato dentro al cruscotto. Quindi in caso di sistemi di protezione meccanici contro il danneggiamento del cavo elettrico (ad esempio una guaina corrugata o equivalenti) è possibile evitare di installare il fusibile F1 potendo, di fatto, limitare il cavo S1 ad una meno costosa sezione di 4.0 mm².
Il dimensionamento di S2 e F2 è identico al caso precedente: F2 = 5A e S2 = 1.5 mm².
Il dimensionamento di S1 è di 6.00 mm² ipotizzando una lunghezza di 5 metri.
Qualche giorno fa un lettore mi ha chiesto:
lo stesso schema va bene per i faretti a led, cioe devo inserire e quindi alimentare 5 faretti da 48 w che fusibile devo usare, che filo?Chiariamo subito che il tipo di lampada, incandescenza, alogena o LED non richiede modifiche allo schema. Quello che mi ha fatto pensare di riscrivere l'articolo e presentare un nuovo schema è il numero di faretti, cinque. Ripartiamo dunque da capo iniziando dal nuovo schema.
Schema elettrico
Attenzione! Utilizza questo schema a tuo rischio e pericolo!
Prima di tutto dobbiamo conoscere le correnti in gioco partendo dai dati delle lampadine. Supponiamo di voler montare delle lampadine da 12V e 48W (così vengono i conti tondi).
La corrente [Ampére] di una lampadina si calcola come il rapporto tra la potenza [Watt] e la tensione [Volt]; nel nostro caso: 48W / 12V = 4A.
Supponendo di voler montare quattro fari, la corrente totale del sistema risulta 4A + 4A + 4A + 4A = 16A.
Il circuito di potenza del del relè deve sopportare tale corrente. Quindi occorre scegliere un relè in grado di portare da 16A in su. Chiaramente tutto il relè deve essere costruito per la tensione di 12V. Potremmo fare a meno del relè a condizione di avere un interruttore in grado di portare una ventina di Ampére. Interruttori di questo tipo sono però di grosse dimensioni e quindi potremmo incappare in problemi estetici o logistici. Utilizzando il relè possiamo montare un interruttore di dimensioni molto limitate.
Ora dobbiamo scegliere l'interruttore da montare sul cruscotto. Non deve avere particolari requisiti quindi va bene qualunque cosa.
Occorre decidere dove collegare l'alimentazione dell'interruttore (nel disegno ho segnalato il terminale con un punto interrogativo).
- Nel caso in cui volessimo accendere i fanali in qualunque momento, il terminale indicato con il punto interrogativo va collegato tra il fusibile F1 e il relè.
- Nel caso in cui volessimo accnedere i fanali solo quando è acceso il quadro elettrico, il terminale indicato con il punto interrogativo va collegato al morsetto al morsetto 15 o al 15/54 che solitamente indicano il positivo tagliato dalla chiave del quadro elettrico.
- Nel caso in cui volessimo accendere i fanali solo quando sono accese le luci di posizione, il terminale indicato con il punto interrogativo va collegato al circuito che alimenta le luci di posizione.
Dimensionamento dei cavi
Sui cavi marchiati con S2 circola la corrente di un solo faretto: nel nostro caso 4A. Utilizzando la seguente tabella che indica la massima corrente che può circolare su un cavo considerando la sua sezione e la sua lunghezza.La formula utilizzata per riempire la tabella è:
Corrente = 25 * Sezione / Lunghezza
si capisce che i cavi S2 che collegano i singoli fari al relè devono essere da 1.5 mm² se lunghi 10 metri o da 1.0 mm² se lunghi solo 5 metri.
Il cavo S1, che collega la batteria al relè e su cui circola la corrente di tutti i fari allo stesso momento (20A) deve essere di almeno di 4.0 mm² se lungo al massimo 5 metri.
Dimensionamento dei fusibili di protezione
Il dimensionamento del fusibile F2 deve:- permettere di alimentare il faretto;
- proteggere il cavo dal surriscaldamento.
- Filo lungo 5 metri di sezione 1.0 mm² * 4 = 4A.
- Filo lungo 10 metri di sezione 1.5 mm² * 4 = 6A.
Attenzione! Un fusibile da 5A non è in grado di proteggere il cavo da 1.0 mm² dichiarato accettabile secondo la tabella analizzata poco sopra. Dobbiamo per forza scegliere un cavo da 1.5 mm² anche qualora la tratta sia inferiore ai 5 metri.
Quindi F2 = 5A e S2 = 1.5 mm².
Analizziamo il tratto di cavo S1 che va dal relè alla batteria e che è protetto dal fusibile F1. Sul cavo circola la somma delle correnti delle singole lampadine: il fusibile deve resistere ad almeno 16A. Abbiamo detto che deve essere di almeno 4.0 mm² il che vuol dire che va protetto da un fusibile di 4.0 mm² * 4 = 16A. Se consideriamo le taglie commericiali dei fusibili automobilistici abbiamo fusibili da 15A (non sufficienti) e da 20A. La scelta cade obbligatoriamente sul fusibile da 20A.
Attenzione! Un fusibile da 20A non è in grado di proteggere un cavo da 4.0 mm². Il cavo che connette la batteria al relè dovrà essere da 6.0 mm².
Quindi F1 = 20A e S1 = 6.0 mm².
Nota a margine
Il fusibile F1 è veramente necessario?Lo scopo del fusibile F1 è quello di proteggere il tratto di cavo che dalla batteria va al relè ipoteticamente dentro al cuscotto del trattore. Il fusibile interviene in caso di cortocuito del cavo S1 verso la massa (il telaio del trattore). Si ha un cortocircuito praticamente solo se l'isolante del cavo si danneggia. Tale fusibile ha senso di esistere solo se viene installato in prossimità della batteria o sulla batteria stessa. Non ha senso se installato dentro al cruscotto. Quindi in caso di sistemi di protezione meccanici contro il danneggiamento del cavo elettrico (ad esempio una guaina corrugata o equivalenti) è possibile evitare di installare il fusibile F1 potendo, di fatto, limitare il cavo S1 ad una meno costosa sezione di 4.0 mm².
Il caso del lettore
Cinque lampade da 48W assorbono 4A l'una per un totale 20A.Il dimensionamento di S2 e F2 è identico al caso precedente: F2 = 5A e S2 = 1.5 mm².
Il dimensionamento di S1 è di 6.00 mm² ipotizzando una lunghezza di 5 metri.
La strana matematica dei buoni carburante IP
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
22 febbraio 2020
@
14:05:00
Qualche mese fa ho ricevuto 200 euro in buoni carburante elettronici rilasciati dalla IP: quattro tessere dal valore di 50 euro l'una.
Si tratta di simil carte di credito con banda magnetica e pin da inserire nella colonnina del self service quando si fa rifornimento.
1° Rifornimento
La carta è nuova e contiene 50.00 euro. La colonnina del self service mi informa che è stato preautorizzato un rifornimento di 49.00 euro. Non faccio troppo caso alla differenza: immagino sia solo una questione di autorizzazione di cifre più o meno casuali come avviene facendo rifornimento col mio bancomat il quale, ogni volta, preautorizza una transazione di 101.00 euro. Inoltre sto facendo un rifornimento di benzina su un'automobile a GPL quindi prevendo di non inserire più di una ventina di euro di benzina. Non ricordo il prezzo pagato. Facendo ora i calcoli utilizzando gli scontrini seguenti dovrei aver speso 19.15 euro.
2° Rifornimento
Questa volta devo rifornire il serbatoio del GPL e per forza di cose devo andare da un distributore con operatore. In questo caso ho speso 19.41 euro per il pieno di GPL. Nel fondo dello scontrino allegato viene indicato il contenuto residuo della tessera: 11.44 euro. Un numero molto facile da ricordare.
3° Rifornimento
Sapendo di avere una cifra residua inferiore al costo di un pieno di GPL torno a fare benzina per svuotare completamente il buono carburante. Sorpresa al momento della preautorizzazone: viene autorizzato un rifornimento di soli 10.44 euro, ancora un euro in meno di quanto è presente nel buono carburante.
4° Rifornimento
Nel buono carburante è dunque rimasto un solo euro. Decido quindi di utilizzarlo immendiatamente rifornendo l'auto di altri 0.6 litri di benzina (praticamente due bicchieri!). In questo la preautorizzazione coincide con il valore contenuto nel buono e riesco ad azzerare completamente il contenuto del buono.
Solo la fortuna mi ha permesso di ricordarmi la cifra 11.44 al momendo della terza preautorizzazione e capire che ogni volta viene nascosto un euro. Se non mi fossi accorto della differenza, avrei sicuramente gettato il buono, con ancora un euro memorizzato al suo interno, al termine del terzo rifornimento.
Hai capito l'IP...
Si tratta di simil carte di credito con banda magnetica e pin da inserire nella colonnina del self service quando si fa rifornimento.
1° Rifornimento
La carta è nuova e contiene 50.00 euro. La colonnina del self service mi informa che è stato preautorizzato un rifornimento di 49.00 euro. Non faccio troppo caso alla differenza: immagino sia solo una questione di autorizzazione di cifre più o meno casuali come avviene facendo rifornimento col mio bancomat il quale, ogni volta, preautorizza una transazione di 101.00 euro. Inoltre sto facendo un rifornimento di benzina su un'automobile a GPL quindi prevendo di non inserire più di una ventina di euro di benzina. Non ricordo il prezzo pagato. Facendo ora i calcoli utilizzando gli scontrini seguenti dovrei aver speso 19.15 euro.
2° Rifornimento
Questa volta devo rifornire il serbatoio del GPL e per forza di cose devo andare da un distributore con operatore. In questo caso ho speso 19.41 euro per il pieno di GPL. Nel fondo dello scontrino allegato viene indicato il contenuto residuo della tessera: 11.44 euro. Un numero molto facile da ricordare.
3° Rifornimento
Sapendo di avere una cifra residua inferiore al costo di un pieno di GPL torno a fare benzina per svuotare completamente il buono carburante. Sorpresa al momento della preautorizzazone: viene autorizzato un rifornimento di soli 10.44 euro, ancora un euro in meno di quanto è presente nel buono carburante.
4° Rifornimento
Nel buono carburante è dunque rimasto un solo euro. Decido quindi di utilizzarlo immendiatamente rifornendo l'auto di altri 0.6 litri di benzina (praticamente due bicchieri!). In questo la preautorizzazione coincide con il valore contenuto nel buono e riesco ad azzerare completamente il contenuto del buono.
Solo la fortuna mi ha permesso di ricordarmi la cifra 11.44 al momendo della terza preautorizzazione e capire che ogni volta viene nascosto un euro. Se non mi fossi accorto della differenza, avrei sicuramente gettato il buono, con ancora un euro memorizzato al suo interno, al termine del terzo rifornimento.
Hai capito l'IP...
The nest leven
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
21 gennaio 2020
@
00:17:00
L'unica cosa bella del film è il biglietto dalla scrittura molto fantasiosa. Se non avete la fortuna di capitare nel mio stesso cinema non vale la pena andare a vedere "Jumanji - The next level".
L'attenzione ai dettagli di Opel!
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
10 gennaio 2020
@
18:30:00
Questo è il messaggio che appare sul display della radio della mia Opel Corsa 2018. Consigliano di fare attenzione ma loro stessi non la fanno.
1kg di silicagel
Pubblicato da
Andrea Urbini
il
27 novembre 2019
@
22:23:00
L'Opel Corsa 2018 è molto bella e comoda ma i vetri dell'abitacolo si appanno con molta facilità (almeno in realazione a quanto succedeva sulla Chevrolet Matiz). Per evitare che i vetri si appannino è necessario soffiare continuamente aria sul parabrezza consumando carburante: impostando il getto d'aria sul solo parabrezza viene automaticamente (e tacitamente) attivato il condizionatore senza che sia possibile disattivarlo. Certo così il parabrezza rimane perfettamente disappannato ma mi scoccia girare tutto l'autunno e tutto l'inverno con climatizzatore e riscaldamento acceso.
Il primo trucco per ridurre le possibilità di appannamento del parabrezza consiste nel sgrassarlo per bene: è fondamentale pulirlo con uno sgrassatore per vetri e carta di giornale.
Il secondo trucco consiste nell'acquistare una grossa quantità di silica gel: si tratta di quelle piccole confezioni di cristalli bianchi che spesso si trovano nelle confezioni di prodotti elettronici per mantenerli asciutti assorbendo l'umidità. L'Opel Corsa è praticamente la mia grossa confezione quindi servono almeno 1kg di cristalli.
Su Amazon e sul web in genere è pieno di confezioni di silica gel ai prezzi più disparati. Sfruttando un periodo di offerte, un anno fa, ho comprato un sacchetto con 1kg di cristalli a circa 13€ e l'ho poi posizionato sotto al sedile del guidatore.
L'effetto è stato da subito evidente, soprattutto se lascio la macchina a lungo parcheggiata vicino ad altre Opel Corsa. Ogni sera la mia è l'unica con i vetri asciutti e perfettamente trasparenti.
Durante la guida è poi possibile mantenere disappanati i vetri sparando aria calda sul parabrezza e sui piedi senza attivare involontariamente il condizionatore.
Dopo un anno di utilizzo (mi ero dimenticato di averlo) ho pesato il sacchetto di silica gel: 1370 grammi contro i 1000 grammi del peso all'acquisto. In un anno ha quindi assorbito oltre 300 ml di acqua.
L'ho cotto nel forno a micronde in modo da far evaporare l'acqua. Dopo quattro cicli di cottura (600W per 8 minuti) e riposo fino al completo raffreddamento fuori dal forno, sono ritornato al peso di 1020 grammi. Il silica gel è quindi tornato asciutto e pronto a mantenere nuovamente asciutta la mia Opel Corsa.
Il primo trucco per ridurre le possibilità di appannamento del parabrezza consiste nel sgrassarlo per bene: è fondamentale pulirlo con uno sgrassatore per vetri e carta di giornale.
Il secondo trucco consiste nell'acquistare una grossa quantità di silica gel: si tratta di quelle piccole confezioni di cristalli bianchi che spesso si trovano nelle confezioni di prodotti elettronici per mantenerli asciutti assorbendo l'umidità. L'Opel Corsa è praticamente la mia grossa confezione quindi servono almeno 1kg di cristalli.
Su Amazon e sul web in genere è pieno di confezioni di silica gel ai prezzi più disparati. Sfruttando un periodo di offerte, un anno fa, ho comprato un sacchetto con 1kg di cristalli a circa 13€ e l'ho poi posizionato sotto al sedile del guidatore.
L'effetto è stato da subito evidente, soprattutto se lascio la macchina a lungo parcheggiata vicino ad altre Opel Corsa. Ogni sera la mia è l'unica con i vetri asciutti e perfettamente trasparenti.
Durante la guida è poi possibile mantenere disappanati i vetri sparando aria calda sul parabrezza e sui piedi senza attivare involontariamente il condizionatore.
Dopo un anno di utilizzo (mi ero dimenticato di averlo) ho pesato il sacchetto di silica gel: 1370 grammi contro i 1000 grammi del peso all'acquisto. In un anno ha quindi assorbito oltre 300 ml di acqua.
L'ho cotto nel forno a micronde in modo da far evaporare l'acqua. Dopo quattro cicli di cottura (600W per 8 minuti) e riposo fino al completo raffreddamento fuori dal forno, sono ritornato al peso di 1020 grammi. Il silica gel è quindi tornato asciutto e pronto a mantenere nuovamente asciutta la mia Opel Corsa.















