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STEZZO?

Dal sito internet: moc.ehcilottaceizicima.www//:ptth

Erpice rotante Lely

Un mesetto fa ho acquistato un erpice rotante Lely, 10 rotori quindi largo 250 cm e oltre. Ovviamente l'erpice rotante era rotto e il prezzo di conseguenza era modico: 300 euro compreso l'albero cardanico con limitatore di coppia con bullone di sicurezza. La rottura, ad una prima occhiata, riguardava un rotore che era uscito dal proprio albero e il vecchio proprietario aveva tentato malamente di saldarlo. Gli altri rotori sembravano tutti a posto e i denti tutti quasi nuovi.


In realtà c'era altro: un altro rotore si era sballato ed era stato malamente riparato inserendo dei chiodini tra i denti di accopiamento tra albero e rotore. Due rotori da buttare e mentre i restanti in ottime condizioni come poi mi accorgerò. Decido buttare i due rotori e ridurre la larghezza dell'erpice rotante a 200 cm.

Per fare questo dovrei smontare i due alberi a sinistra per sostuirli a quelli rotti al centro dell'erpice rotante. Devo anche sfilare la coppia conica e tutti i portacuscinetti superiori per aprire completamente l'erpice rotante ed eliminare il misto di aqua/olio/grasso che normalmente c'è dentro gli erpici rotanti.

Non sono bastati i martelli da due chili e le bestiemme per sfilare i rotori dagli alberi, segno di un'ottimo accoppiamento e di ottimi materiali olandesi. Alla fine sono riuscito a smontare il minimo indispensabile per eseguire l'accorciamento della cassa dell'erpice rotante che ora può accogliere solo 8 rotori in ottime condizioni. Sostituito il grasso interno, ridimensionata la barra anteriore, ridimensionato il rullo a gabbia, raddrizzate le sponde ed eccoci pronti per la prima e l'ultima prova su campo dell'erpice rotante.


Il risultato è eccellente. L'erpice rotante è silenzioso e non scalda. Con poco lavoro di manutenzione e nessun ricambio (cuscinetti e paraolii sono tutti in ottime condizioni) ho un ottimo erpice rotante da vendere. E non si tratta si una mia idea: messo su subito.it una settimana fa, dopo due giorni ho già concluso la vendita per 1250 euro. 

Cerchio o triangolo?

Francamente, in quasi tre anni di lavoro in Polonia non avevo mai fatto caso a come si distinguono i bagni maschili da quelli femminili utilizzando dei simboli. Sono sempre stato abilituato a vedere la scritta MĘSKA per gli uomini e DAMSKA per le donne. Poi, durante l'ultima trasferta in Polonia mi sono trovato davanti alle due porte che si vedono nella foto a sinistra: CERCHIO o TRIANGOLO?

Ripensandoci ora con calma è "chiaro" che il cerchio rappresenta le donne e il triangolo, per esclusione gli uomini. Però, sul momento, forse anche a causa dell'enorme pisciata che dovevo fare, sono stato invaso da enormi dubbi davanti al simbolo del triangolo traviato, forse, dalla canzone "Servi della gleba" di Elio e le storie tese che fa riferimento ad un certo "triangolino che ci esalta" che ha proprio la punta verso il basso. Beh facciamola breve: sono andato a chiedere ad un polacco che lavorava con me quale simbolo indicava il bagno degli uomini, facendo una delle mie solite figure da cretino.

Il week end successivo andai a pranzare in un ristorante italiano, gestito da italiani, in centro a Varsavia. Sulle porte del bagno c'erano di nuovo gli stessi simboli: triangolo e cerchio. Ormai non avevo dubbi su quale porta scegliere ma, evidentemente, per gli italiani i dubbi sono legittimi visto che sotto ai simboli c'era la spiegazione solo in italiano!


Sostituzione cuscinetto coppia conica fresa

Durante l'ultima fresata l'olio della coppia conica della fresa era diventato bollente ed usciva copiosamente dallo sfiato e dalle guarnizioni. Segno di un problema alla coppia conica.

Con un po' di fatica a causa delle viti arrugginite abbiamo rimosso le cofanature della fresa ed aperto la coppia conica. Il poco olio rimasto conteneva brillanti scaglie di ottone segno di qualcosa che si stava usurando. Fortunatamente non si tratta della dentatura della coppia conica che nonostante tutto è ancora in ottime condizioni. I due cuscinetti dell'albero veloce erano in buone condizioni e non è stato necessario sostituirli. A questo punto l'indiziato principale era il cuscinetto dell'albero lento che, sfortuna vuole, sia anche quello più difficoltoso da ispezionare e sostituire.

Per raggiungerlo è stato necessario smontare il triangolo di attacco, metà del telaio portante della fresa e il corpo della coppia conica oltre che dover smagliare la catena della trasmissione laterale per poter sfilare l'albero lento.
 

Appena aperta completamente la scatola della coppia conica è apparso il cuscinetto leggermente fuori sede e con un bel crepo. Cuscinetto chiaramente irrecuperabile che è stato sfilato dalla sua sede a colpi di saldatrice ad elettrodo con lo scopo di scaldarlo e scalpello con lo scopo di spaccarlo del tutto.


In realtà la fresa ha lavorato parecchio con in cuscinetto danneggiato e le sfere di una delle due file sono andate fuori sede e hanno iniziato a mangiare l'albero lento e la sede del paraolio. Ho dovuto riformare la sede del paraolio con l'aiuto di una mola ad aria compressa e pareggiare l'albero con la smerigliatrice angolare dotata di disco lamellare. Me la sono cavata in circa quattro ore di smerigliatura. Le dimensioni del cuscinetto sono 120x65x38. Il paraolio è invece un 85x65x10.

Acquistati i ricambi, ho rimontato tutto aggiungendo 4 litri di olio per trasmissioni. Ieri ho provato a far girare la fresa ed ora non si sente più nessun tipo di scricchiolamento o tichettio che da qualche stagione caratterizzavano quella fresa.


Lezioni di italiano

Messaggio di benvenuto trovato in un hotel viennese.

Sicurezze sul lavoro in Polonia

"[...] altrimenti lo premono [...]"
Questo è quanto mi sono sentito rispondere quando ho chiesto lumi sul perché il pulsante dello STOP DI EMERGENZA è stato bloccato.

Noi crediamo in te...

Una serie di considerazioni mi hanno portato alla ricerca di un nuovo impiego. Questa non è la notizia: lo sanno già tutti perché sono abituato a condividere tutto quanto può essere utile al mio gruppo di lavoro. L'articolo vuole illustrare cosa ho trovato ricercando il nuovo lavoro che, in questo momento, non ho ancora trovato.

Devo dire che, questa volta, LinkedIn ha assunto un ruolo centrale nella ricerca passiva delle opportunità di lavoro. Forse quello che pensavo tre anni fa non è più valido. Sono infatti stato contatto da due cacciatori di teste* che ora, in maniera meno brutale, si fanno chiamare "reclutatori di profili di alto livello" che mi hanno fruttato colloqui con altrettante aziende.




Non volevo sostenere il primo colloquio in quanto erano specificatamente richieste conoscenze tecniche che io non ho ma che credo di poter acquisire in pochi mesi. Il cacciatore di teste mi ha convinto a sostenere il colloquio dicendomi che per l'azienda non era importante che io non avessi mai programmato PLC Siemens. Faccio il primo colloquio tra Natale e Capodanno. In azienda ci sono solo i due soci proprietari. Tutto sembra filare liscio, anche loro sono convinti che in pochi mesi posso diventare autonomo nella programmazione di PLC Siemens. Si parla anche di un salario importante (rispetto quello che prendo ora) e di un contratto a tempo indeterminato. Prendono comunque tempo, secondo loro almeno un mese, per non fermarsi al primo profilo visto e, in ogni caso, preferirebbero che io terminassi i progetti che ho in corso con l'azienda attuale per non crearle problemi.
Che gentiluomini! Che signori! Mi avete convinto!
Dopo tre giorni mi richiama il cacciatore di teste: il responsabile dei programmatori è tornato e vuole incontrarmi perché vuole conoscere la mia esperienza. Al colloquio si parla di tutt'altro. Nessuna domanda che riguardi il lavoro. Cambiano però le carte in tavola. Cercano due programmatori e mi vogliono il prima possibile. Poi la chicca che cito testualmente:
[...] abbiamo capito che sei la figura giusta [...] vogliamo scommettere su di te [...] ti proponiamo un contratto a tempo determinato di otto mesi che poi trasformeremo in indeterminato [...] fidati. 
A questo punto ho tentato di spiegare a loro il significato di "scommettere". Se c'è una via di uscita (dopo otto mesi) non è una scommessa. E poi otto mesi assomigliano troppo alla lunghezza di un progetto di un impianto automatico partendo dalla progettazione e arrivando al collaudo finale presso il cantiere. La cosa mi puzza. Alle mie rimostranze rispondono con:
[...] come noi ci fidiamo di te, tu ti devi fidare di noi [...]
Mi spiace ma la fiducia ha un solo sinonimo per me: "contratto a tempo indeterminato".
E poi la perla:
[...] convertendo un contratto a tempo determinato in indeterminato ci sono degli sgravi fiscali [...]
Si dice "fatta la legge trovato l'inganno". Francamente a me sembra un po' di truffare lo Stato prendendola nel culo due volte: primo perché meno tasse pagate allo Stato meno servizi per tutti, me compreso; secondo perché per farti pagare meno tasse te rischio di non avere il lavoro fra otto mesi per chissà quale tua motivazione più o meno inventata.




Ieri ho sostenuto il colloquio con una seconda azienda. Questa volta ero stato chiaro: valuto solo contratti a tempo indeterminato. Non mi dilungo troppo. Anche in questo caso si trattava di programmazione di PLC Siemens. Anche in questo caso nessun interrogatorio sulla parte tecnica delle mie esperienze. Dopo dieci minuti il colloquio era terminato ed ero assunto ma...è arrivato il propostone:
[...] siamo una azienda artigiana [...] abbiamo un limite sul numero di dipendenti che abbiamo superato da molto [...] passare al regime industriale significa pagare più tasse [...] quindi non possiamo assumerti direttamente. Tu verrai assunto a tempo indeterminato da un'agenzia di somminastrazione personale (Adecco o Randstad) e verrai a lavorare a tempo indeterminato per noi. In questo modo risparmiamo sulle tasse.
Premesso che considero le agenzia di somminatrazione personale o agenzie interinale una sorta di "caporalato legalizzato" o di "magnaccia legalizzato", anche in questo caso non voglio prenderlo nel culo due volte: prima di tutto l'azienda non paga allo Stato il dovuto rimanendo a regime artigianale quando non dovrebbe; Inoltre nessuno obbliga l'azienda a tenermi e quindi può lasciarmi nelle mani dell'agenzia che, a quel punto, ha la possibilità di piazzarmi in qualunque altra azienda e in caso di mio rifiuto il contratto verrà sciolto... alla faccia del tempo indeterminato!

In entrambi i casi le aziende hanno cercato me (tramite il cacciatore di teste). Io non ho cercato loro. Io ho un lavoro, non sono "alla canna del gas". Se volete le mie prestazioni dovete convincermi per bene. E finora siete molto lontani dal riuscirci. E in più, ai miei occhi, fate la figura dei ladri e dei barboni.

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* se mi riprende la passione per il blog ci sarebbe da fare un copioso articolo su queste figure professionali che a parer mio fingono di offrire un servizio.